SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Rockefeller d’Italia. Gerolamo Gaslini imprenditore e filantropo

Paride Rugafiori

Roma, Donzelli, XI-206 pp., euro 28,00 2009

Quello della biografia imprenditoriale è un genere scarsamente frequentato in Italia dove è più consueto imbattersi in agiografie scritte su commissione. È quindi benvenuta questa ricerca che Rugafiori, che con il genere si era già cimentato alcuni anni fa dando alle stampe una bellissima biografia di Ferdinando Maria Perrone (Torino, Utet, 1992), dedica a quel personaggio complesso e anomalo, per il panorama italiano, che è stato Girolamo Gaslini (1877-1964). Che questa storia imprenditoriale non sia un «santino» compiacente ce lo dice, in apertura, il discreto riferimento alle complesse vicende editoriali di questo volume, rimasto nel cassetto per più di tre anni e pubblicato infine senza l’avallo del committente. Leggendolo e seguendo la storia di questo self-made man si intuisce facilmente quali possano essere stati i motivi del dissenso tra autore e committenza. Quella di Gaslini non è una storia lineare, ma una vicenda complessa di luci e ombre che Rugafiori ha il merito di raccontare, e documentare, in tutte le sue sfaccettature. Da Monza, a Milano a Genova; da fattorino e commesso a proprietario di una grande impresa che opera nel settore chimico-alimentare (oli, saponi, caseifici, cremerie, ecc.) con stabilimenti sparsi in mezza Italia, ma anche con interessi nel settore bancario e in quello immobiliare; da imprenditore in dialogo costante con Mussolini che lo nomina senatore del Regno ad attivo sostenitore della Resistenza; da riluttante mecenate a prodigo sostenitore di iniziative della Chiesa cattolica; da innovatore nel settore sanitario-assistenziale con la costruzione dell’Ospedale pediatrico in memoria della figlia Giannina, morta ad 11 anni per una peritonite non diagnosticata in tempo, e inaugurato nel 1938, a costruttore, negli ultimi anni della sua vita e dopo defatiganti e complesse trattative politiche, di una creatura originale come la Fondazione «Gerolamo Gaslini» cui dona l’intero suo patrimonio (da qui il soprannome di Rockefeller d’Italia). È questa la storia narrata nei cinque capitoli del libro e ricostruita in prevalenza attraverso le carte del Fondo Gerolamo Gaslini integrate da quelle di numerosi altri archivi.Quello che emerge dalle pagine di Rugafiori è il ritratto di un imprenditore di grande rilievo, ma sconosciuto ai più, che mescola la spregiudicatezza di molte operazioni, l’abile sfruttamento degli spazi di mercato in tempi di protezionismo, autarchia e crisi, le aperte negoziazioni con la politica, le speculazioni, l’evasione fiscale, le ardite manovre sui bilanci e la contabilità «in nero» con «la scelta altruistica del dono e dell’autogratificazione» (p. 157). La decisione di donare, ancora in vita, alla Fondazione l’intero patrimonio, secondo un «inedito filantropismo manageriale» (p. 100), dà vita ad una creatura assai peculiare sia dal punto di vista dell’assetto giuridico che delle finalità nel panorama italiano e solleva problemi che vanno ben al di là della vicenda specifica di Gaslini. Etica, profitto, politica, responsabilità, suggerisce Rugafiori, non possono e non debbono più essere considerate come questioni estranee alla storia dell’economia, dell’impresa e dell’imprenditoria.


Daniela Luigia Caglioti