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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La comunità internazionale e la questione balcanica. Le Nazioni Unite, l'Alleanza Atlantica e la gestione della crisi nell'area della ex Jugoslavia

Pasquale Iuso, Adolfo Pepe e Maurizio Simoncelli (a cura di)

Soveria Mannelli (Cz), Rubbettino, pp. 154, euro 9,50 2002

Si tratta degli atti di un convegno tenutosi nell'ottobre del 2000 e promosso ? con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri ? dall'Archivio del Disarmo, in collaborazione con la Società Geografica Italiana e le Università di Trieste e Teramo. Gli interventi raccolti nel libro mantengono la rapidità e la forma discorsiva delle comunicazioni orali; il risultato complessivo, dunque, rimanda più all'eterogeneità della ?palestra di discussione? (F. Battistelli, p. 95) costituita dal convegno, che all'articolazione e all'elaborazione di specifiche linee interpretative e di analisi. Le voci che prendono parte al dibattito esprimono punti di vista e approcci assai diversi fra loro; gli autori dei singoli contributi sono infatti storici, politologi, geografi, ma anche rappresentanti delle organizzazioni internazionali, dell'esercito italiano e della NATO. Attraverso questa varietà delle posizioni, vengono considerati i ruoli giocati sullo scenario delle recenti guerre jugoslave sia dai diversi soggetti sovranazionali (le Nazioni Unite, l'Unione Europea, l'Alleanza Atlantica), sia dai singoli Stati nazionali (con una particolare attenzione verso l'Italia). Nella ricostruzione storico-politica del quadro internazionale che emerge da alcuni dei contributi, la crisi della ex Jugoslavia risulta in primo luogo ricollocata nel più vasto contesto rappresentato dall'area balcanica, e se da un lato si spiega come questa stessa area possa assumere confini diversi in rapporto ai differenti aspetti (fisici, geopolitici, socio-culturali) a cui gli osservatori esterni fanno riferimento, dall'altro la fisionomia della regione e la sua crucialità nel continente europeo vengono ricostruite in una prospettiva storica di lungo periodo (G. Lizza, pp. 57-69). A partire da questo presupposto e muovendo verso la storia più recente, diventano evidenti i ?molteplici piani di implicazione della questione balcanica? (A. Pepe, p. 141), che non è riducibile all'?etnicizzazione? dei nazionalismi e sul piano internazionale rimanda ad eventi e processi di vasta portata, quali la transizione post-comunista, la fine del bipolarismo e il ridefinirsi degli equilibri europei. La dimensione internazionale, tuttavia, non riguarda soltanto orientamenti e scelte della politica internazionale, ma anche le posizioni assunte rispetto all'esplosione dei conflitti balcanici all'interno delle principali democrazie occidentali. In questo senso la riflessione sulla rappresentazione mediatica delle guerre jugoslave (P. Iuso, pp. 31-40), pone le premesse per una più vasta analisi del rapporto fra guerra, opinione pubblica e sistemi democratici.


Silvia Salvatici