SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Rievocare il privato. Un fidanzamento ritrovato (1905-1920)

Pasquale Villani

Bologna, il Mulino, 229 pp., Euro 20,00 2009

Nove capitoli per raccontare una storia d'amore e di guerra, ambientata tra Italia, «America» ed Estremo Oriente, ricostruita attingendo a lettere e cartoline (poco più di cinquecento) scritte da Felice Villani alla fidanzata, nonché futura moglie, nel corso di un quindicennio. Storia di un ragazzo e poi di un uomo, Felice per l'appunto (padre dell'a.), nato nel 1891 da una famiglia di artigiani emigrati nel 1902 negli Stati Uniti e delle sue prime pulsioni nei confronti di Concettina (madre dell'a.), nata nel 1893 da una famiglia di fotografi con un ancor debole radicamento locale ma in chiara ascesa economica. Storia al maschile - per ragioni oggettive (della donna si conserva una sola lettera p. 148, n. 3) e per scelta (Concettina, il cui nome si legge per la prima volta solo a p. 26, resta sempre in secondo piano) - ripercorsa in sequenza cronologica: la scuola e l'adolescenza, l'incontro ed i primi scontri, i problemi tra famiglie e gli studi universitari a Napoli, la Grande guerra e la missione in Estremo Oriente.Concettina e Felice si incontrano giovanissimi nel 1905 a Nocera Inferiore, all'epoca centro agricolo del Mezzogiorno tra Salerno e Napoli, trasformando presto l'iniziale scambio di sguardi, tra balconi, finestre ed incontri casuali, in uno scambio epistolare. La condizione di Felice - rimasto solo con i nonni dopo la partenza dei genitori, ma dotato di quel talento e inclinazione agli studi che gli consentirà di accedere al ginnasio, al liceo e all'università - aiuta a spiegare le difficoltà del rapporto, la sua precoce maturazione, l'attaccamento per la famiglia della donna, la legittimazione ad «osare» il corteggiamento di una giovane di altra posizione sociale. La preparazione e la superiorità culturale di Felice, fonte d'indubbio fascino, costituiranno anche il tramite per l'accesso alla casa della giovinetta (per un certo periodo seguirà negli studi il fratello di lei), facilitando un tutt'altro che scontato accreditamento presso quella buona famiglia borghese. A dispetto di premesse che possono far pensare ad un favorevole quanto rapido compimento, molti saranno gli ostacoli da superare prima di giungere al fidanzamento ufficiale (aprile 1911) ed al matrimonio (giugno 1920). La guerra, certo, con il suo strascico di dolori, distanze e malintesi; ma anche, e si direbbe soprattutto, l'emergere di gelosie, conflitti, dubbi. Impercettibili, nel libro, i cambiamenti economici e sociali dell'Italia giolittiana e la conquista della Libia. Solo tra 1914 e 1916 il servizio di leva di Felice, la morte del cognato, arruolato e inviato al fronte, il trasferimento a Modena e la partenza per il fronte sganciano la narrazione dal piano privato. Poi, di nuovo, la vicenda della rottura del fidanzamento (riconducibile ad attriti tra famiglie) e la riconciliazione (nel 1917) tornano in primo piano.Non si aspetti dunque il lettore di trovare nella vicenda l'espediente narrativo utile a ripensare una storia di famiglia o una realtà locale. Il testo parla e finisce con la voce di Felice, alla fine restituito, a lettori e fidanzata, «in carne osse e spirito».


Rosanna Scatamacchia