SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Migrazioni e trasformazione sociale in Italia. Dall'età moderna a oggi,

Patrizia Fazzi

Milano, FrancoAngeli, 288 pp., euro 25,00 2008

Il volume è diviso in cinque sezioni, dedicate rispettivamente a cinque stagioni della storia dei flussi migratori che hanno coinvolto l'Italia. La prima sezione si concentra sulla mobilità della popolazione durante l'età moderna, la seconda sull'emigrazione politica durante il Risorgimento, la terza sull'emigrazione italiana dall'unificazione del paese alla prima guerra mondiale, la quarta sui percorsi migratori dal primo dopoguerra agli anni '70, la quinta sulla fase dell'immigrazione straniera in Italia.Ogni sezione si apre con un contributo a cura dell'a. del volume, seguito da una raccolta di documenti, approfondimenti e interpretazioni. Il volume quindi si configura come un'antologia di documenti, appartenenti alle tipologie più differenti: approfondimenti storiografici, direttive di polizia, leggi e circolari governative, passi tratti da opere di narrativa, autobiografie, inchieste. Il tentativo è quello di fornire un corpus di materiali capace di restituire allo stesso tempo la diversità delle esperienze narrate, così lontane tra loro nel tempo e nello spazio, e le linee di continuità dell'esperienza migratoria. Il richiamo nei primi due capitoli agli spostamenti di popolazione in età moderna e alle vicende risorgimentali si inserisce in un filone ormai affermato nella storiografia, che ha moltiplicato gli sforzi per inserire in processi di lunga durata le migrazioni di massa che esplodono nella seconda metà dell'800. Inoltre, i riferimenti alle relazioni tra emigrazioni di natura politica ed emigrazioni di origine «economica» (differenza abbondantemente ridimensionata negli studi più recenti) sono molteplici e attraversano tutti i periodi presi in esame. Nell'ultima parte, l'inserimento dei brani di Valerio Marchi, Norberto Bobbio e Franco Ferrarotti, datati tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 del '900, forniscono spunti molto interessanti sulla problematicità del razzismo e del modo con cui venne percepito dalla società civile in quel periodo. In tutto il volume, è molto significativo l'utilizzo delle fonti letterarie, tratte da racconti, romanzi e poesie, di autori quali Kafka, Pirandello, De Amicis, Pavese, Carlo Levi, Sciascia, Perec. Un'introduzione metodologicain grado di spiegare le scelte dei brani antologici e il lungo percorso proposto avrebbe contribuito a fornire una maggiore chiarezza sull'organizzazione del volume. Ogni brano riportato è comunque preceduto da alcune righe di introduzione.Il libro rappresenta uno strumento utile, sia in ambiente didattico sia per gli studiosi interessati, anche se la sua dimensione prevalentemente antologica non compare nel titolo e nel sottotitolo, inducendo quindi nel lettore un'aspettativa iniziale che non corrisponde al contenuto.


Michele Colucci