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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Industria, impresa e Stato. Tre saggi sullo sviluppo economico italiano

Pier Angelo Toninelli

Trieste, Edizioni Università di Trieste, pp. 188, euro 17,00 2003

Il volume si compone di tre saggi, frutto di riflessioni già sostenute in diverse sedi. Il primo è apparso con un titolo diverso in una raccolta di saggi (Atti di intelligenza e sviluppo economico) curata da Luciano Cafagna e Nicola Crepax per il bicentenario della nascita di Carlo Cattaneo. Il secondo rappresenta una versione più ampia del saggio che lo stesso autore ha scritto per L'impresa italiana nel Novecento, a cura di Renato Giannetti e Michelangelo Vasta (vedi scheda in questo stesso Annale). Il terzo, infine, è stato pubblicato lo scorso anno nei Festschrift in onore di Giorgio Mori, La storia e l'economia (pure recensito in questo Annale). Questa formale scarsa originalità nulla toglie al valore delle riflessioni di Toninelli, dedicate a questioni cruciali per lo sviluppo economico italiano, che, per certi versi, appaiono non ancora sufficientemente esplorate. Nel primo saggio l'autore predilige una lettura di lungo periodo (che affonda radici problematiche ed interrogativi fino al ?600, come appare ormai consolidato in questo approccio analitico), l'unica, a suo avviso, in grado di offrire la strumentazione adatta a comprendere permanenze e discontinuità, tare secolari (o plurisecolari) e dinamiche innovative del sistema economico della penisola. Nel secondo, invece, esamina la dinamica evolutiva, i comportamenti strategici e la prestazione economica di oltre 160 imprese italiane, cercando di dare una risposta alla domanda circa la diversità del modello di sviluppo aziendale italiano rispetto a quello dei paesi anglosassoni fotografato nell'interpretazione di Alfred Chandler. Infine, nel terzo, basato quasi esclusivamente su lavori già a loro volta di sintesi, riesamina la parabola dell'impresa pubblica italiana dalla sua nascita fino alle recenti privatizzazioni degli anni ?90, cui l'autore dedica una buona parte delle sue considerazioni conclusive. Letto in parallelo e, in taluni casi, in contrappunto dialettico con altri più o meno recenti interpretazioni critiche dello sviluppo economico italiano e del ruolo di imprese e imprenditori (privati e pubblici), il lavoro di Toninelli rappresenta il prodotto di uno studioso che da anni si interroga sulle dinamiche più profonde della storia italiana senza ulteriori aggettivi, un universo cioè nel quale, pur ponendo al centro del proprio interesse l'economia, si è costretti a confrontarsi con vincoli politici e culturali che hanno inciso ? ed incidono ? sul sistema economico. Se i punti più qualificanti delle diverse conclusioni cui giungono i tre saggi sono soprattutto quelle relative alla specificità della permanenza quantomeno secolare della media impresa nel modello imprenditoriale nazionale, quella forse più intrigante ? e sperabilmente capace di stimolare nuove ricerche ? riguarda l'intricato rapporto tra Stato, impresa e mercato, un termine, questo, che non compare nel titolo, ma che condiziona l'insieme del volume. ?Troppo Stato? e ?troppo spirito imprenditoriale? ? si potrebbe concludere ? non hanno saputo realizzare quella fusione che avrebbe potuto fare dell'Italia e della sua economia quel sistema-paese basato non solo su un diffuso spirito imprenditoriale, ma anche su uno spirito capitalistico.


Luciano Segreto