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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L’urbanistica incompiuta. Bologna dall’età liberale al fascismo (1889-1929)

Pier Paola Penzo

Bologna, Clueb, 203 pp., euro 19,00 2009

Pier Paola Penzo è studiosa di storia della città e insegna Storia dell’urbanistica moderna e contemporanea all’Università di Bologna. Con questo lavoro affronta il tema delle trasformazioni vissute dal capoluogo emiliano tra età liberale e fascismo, intrecciando le prospettive della pianificazione urbana, dell’evoluzione fisica della città, dell’azione amministrativa e del dibattito interno alla cultura architettonica e urbanistica. La periodizzazione indicata nel titolo è legata al primo piano regolatore e di ampliamento della città, approvato nel 1889 con una durata prevista di quarant’anni e scadenza fissata dunque al 1929. Tuttavia, nella sua ricostruzione l’a. travalica spesso gli estremi di tale arco cronologico per analizzare origini e conclusioni delle vicende indagate.Il volume si compone di sei capitoli, ciascuno dedicato a un tema specifico: la realizzazione del piazzale XX Settembre come elemento di raccordo tra la città e il nuovo polo urbano che si andò sviluppando intorno alla stazione ferroviaria; il dibattito urbanistico e l’operato della giunta socialista guidata dal sindaco Zanardi negli anni della prima guerra mondiale; l’esperienza delle scuole all’aperto a Bologna e in altre città italiane; la politica urbanistica nel primo decennio fascista; i conflitti amministrativi legati alla gestione della rete idrica nel periodo tra le due guerre; il dibattito urbanistico sul bollettino municipale del Comune tra gli anni ’20 e ’30.Nel complesso, l’a. evidenzia la linea di continuità che emerge dall’analisi della politica urbanistica delle amministrazioni di diverso orientamento che si succedettero alla guida del Comune lungo l’arco di tempo considerato. I ceti dirigenti liberali, clerico-moderati, socialisti e fascisti proposero infatti un riformismo di stampo moderato, incentrato sulla prudenza amministrativa e la ricerca della mediazione tra impulsi modernizzatori e tendenze conservatrici. Nonostante alcune realizzazioni apprezzabili, l’assenza di una visione della città e dello sviluppo urbano capace di raccordare i diversi interventi all’interno di un quadro unitario determinò il fallimento del progetto di modernizzazione urbana legato al piano del 1889. All’inizio degli anni ’30, dunque, la città appariva «stretta nei limiti di ambizioni sempre proclamate e mai realizzate, appunto incompiuta» (p. 10).Il libro raccoglie contributi in gran parte già pubblicati in altre sedi. L’unico capitolo inedito è il quarto, che da solo occupa comunque quasi un terzo del volume, mentre gli altri sono apparsi in forma di saggi in volumi collettanei e di articoli sulle riviste «Storia urbana» e «Quasar», e vengono qui riproposti senza modifiche o aggiornamenti. Ne derivano una certa frammentarietà nella struttura del testo e alcuni ritorni sugli stessi argomenti in diversi capitoli. Ciononostante, il lavoro è ben documentato e i risultati della ricerca sono esposti in maniera chiara ed efficace. Il volume rappresenta quindi una lettura stimolante per chi sia interessato alle vicende bolognesi o più in generale alla storia delle città italiane in età contemporanea.


Bruno Bonomo