SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La battaglia di Val Casotto, 13-17 marzo 1944

Piermario Bologna e Marco Ruzzi (a cura di)

Atti del Convegno, Castello Cordero di Pamparato, 17 marzo 1999; ?Il Presente e 2001

Forse sarebbe stato opportuno che il sia pur rapido intervento di Carlo Gentile sull'Offensiva antipartigiana della primavera 1944 (pp. 149-59) aprisse gli Atti e che il dibattito sulle difficoltà della lotta armata all'inizio della Resistenza avvenisse alla luce della contestualizzazione che Gentile offriva. In Piemonte, fra il dicembre 1943 e il gennaio 1944 ?la crescita tumultuosa di gran parte delle formazioni partigiane dopo la proclamazione del Bando Graziani? fece sì che gli Stati maggiori tedeschi incaricati della direzione dei rastrellamenti venissero ?tempestati di richieste di intervento?. Ma il discorso potrebbe essere ulteriormente ampliato, se teniamo presente che le pressioni e le richieste di ?pulizia? di ampi territori dalla presenza dei ?banditi? percorse gran parte dell'arco alpino e degli Appennini: proprio questi ultimi nel corso del mese di marzo ? negli stessi giorni della battaglia di Val Casotto ? vennero sistematicamente colpiti nelle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì. Possiamo ovviamente prescindere da queste ?coincidenze? (e ci pare che il Convegno si sia mosso proprio in tale ottica) ed è indubbiamente di buon interesse il dibattito che si sviluppa attraverso i vari interventi sulla ?complessità della guerra per bande? e sulla necessità di ?ridefinirla? in conseguenza dei primi veri scontri con il nemico nella primavera 1944. Ma fino a qual punto si tratta di problemi ?locali? o non ci troviamo invece di fronte ad un ?episodio piemontese? di quel problema di fondo che la primavera 1944 propose ovunque si fosse sviluppato un primo embrione di opposizione armata al nazismo e al fascismo di Salò? Lo stesso rapporto (o meglio: lo scontro politico e militare) fra ?attesisti? ed ?attivisti? fu un fenomeno che andrebbe ulteriormente verificato anche e soprattutto mettendo al suo centro la relazione che si stabilì fra combattenti e popolazione civile; relazione che ? e non è casuale ? fu indubbiamente più difficile là dove nelle formazioni partigiane prevalse la tipologia militare, quella che privilegiava la ?continuità? fra esercito e guerriglia. Una tipologia che rese più ?difficile? affrontare (quando fu necessario) il problema delle rappresaglie e delle uccisioni dei civili. Sono temi che appaiono e si ?scontrano? negli studi, nelle testimonianze e nei documenti riprodotti nel volume (si veda ad esempio il Diario di Aleksander Tomindzic), ma che rischiano di restare troppo stretti all'interno di una lettura esclusivamente ?locale?. Al volume è allegato un CD-Rom che tuttavia, essendo ?riservato? ai soli utenti Windows, non ci è stato consentito di ?aprire? e non possiamo perciò ?giudicare?. Può essere l'occasione per ricordare l'esistenza di ?minoranze informatiche?, che non costerebbe molto rispettare.


Luciano Casali