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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia dell'emigrazione italiana. Arrivi

Piero Bevilacqua, Andreina De Clementi e Emilio Franzina (a cura di)

Roma, Donzelli, pp. XVI-847, euro 44,00 2002

Con una vasta raccolta di quarantatre contributi dedicati agli Arrivi si conclude il grande affresco in due volumi curati da Bevilacqua, De Clementi e Franzina per l'editore Donzelli. Si tratta di uno strumento indispensabile di consultazione, aggiornamento e riflessione per chiunque voglia approfondire la conoscenza dell'esperienza dell'emigrazione italiana, che ha il grande merito di avere un impianto agile e di essere di lettura assai scorrevole. Oltre che da un robusto apparato bibliografico, questo secondo volume è corredato da due CD-rom; il primo dedicato alle Memorie visive degli emigranti, e il secondo a Le canzoni dell'emigrazione. Difficile dar conto in una breve scheda dell'ampio ventaglio di problemi e di casi esaminati dai singoli contributi, brevi ma densi e generalmente bene informati, affidati a noti specialisti sull'argomento. Il volume è diviso in quattro sezioni principali. La prima è dedicata alle aree d'arrivo, e conta tredici saggi che affrontano l'esperienza degli italiani nei diversi continenti del mondo, dalle Americhe, all'Africa, Australia, Asia e vari paesi d'Europa. La seconda affronta i temi del lavoro e della vita sociale, e include, tra gli altri, dieci saggi riguardanti le professioni, le mafie, il razzismo, i rapporti con le altre comunità di emigranti, la stampa. Nella terza parte, dedicata a politica e istituzioni, si affrontano i problemi riguardanti la cittadinanza e la scolarità, la partecipazione alla vita associativa sindacale e religiosa e a quella partitica. Mentre dalle prime tre sezioni emerge un ricco e stimolante disegno delle esistenze di milioni di italiani e italiane nel mondo nell'ultimo secolo e mezzo, che si avvale di contributi tematici originali e di spunti storiografici stimolanti, più tradizionali appaiono invece le scelte che guidano i contributi dell'ultima parte, intitolata ?L'immaginario e le rappresentazioni?, oggetto della quale sono gli emigranti come appaiono nella letteratura e nelle telenovelas. Nell'insieme, come sottolineano i curatori nell'Introduzione, il volume contribuisce in maniera puntuale e stimolante alla riflessione su quell'universo poco definibile (e in parte immaginario) noto come ?italianità?. Espressione quanto mai vaga, ambigua e storicamente fluttuante, questo termine ? talvolta pericolosamente impugnato come un'arma di aggressione per giustificare politiche di emarginazione e di sfruttamento ? in altre occasioni ha svolto funzioni essenziali di autodifesa e di vincolo identitario nei confronti di un'origine geografica e culturale ormai lontana. Ma non solo. Come ben dimostrano alcuni saggi di questa Storia, l'esperienza dell'emigrazione non si esaurisce nell'analisi delle tante forme in cui si esprimono sofferenze individuali, violenza politica, e ragioni economiche. Chi emigra, e questo vale per la fine dell'Ottocento come per l'attualità, diventa interprete privilegiata/o di tensioni sociali scarsamente avvertibili da chi è stanziale e locale, e anche protagonista di profonde e straordinarie trasformazioni sul piano culturale. Quando questo accade, non si acquista maggiore o minore ?italianità?; semplicemente si contribuisce a valorizzare il suo carattere effimero e a renderne vano il significato fondante.


Paola Di Cori