SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Atlantismo ed europeismo

Piero Craveri, Gaetano Quagliariello (a cura di)

Soveria Mannelli (Cz), Rubbettino, pp. 626, euro 31,00. 2003

La ?prospettiva? atlantica e quella europea ? per stare al lessico del presente volume ? sono state decisive nelle relazioni internazionali degli ultimi sessant'anni: non è un caso che si torni ad indagarle dal punto di vista storico proprio quando il loro rapporto è tornato problematico nell'agenda politica. Del resto, il loro progressivo mutare di segno nel corso del tempo ha tracciato i confini dell'azione di tutti gli Stati del continente (almeno al di qua della ?cortina di ferro?). Il loro intreccio, a volte lineare e a volte contrastato, ha animato il panorama politico all'interno di ogni paese di quell'Europa che non era più il centro dominatore del mondo. Questo volume ripercorre vari aspetti del problema, concentrandosi sugli anni '50 e i primi '60, con qualche estensione successiva. Frutto di un convegno tenuto nel 2001 presso l'Università di Napoli (a sua volta esito finale di una ricerca interuniversitaria Cofin), prende in considerazione i maggiori soggetti statuali sul piano internazionale, ma dedica anche specifico spazio al caso italiano, sia dal punto di vista politico che diplomatico. È naturalmente impossibile rendere conto dell'interezza dei venti contributi, affidati in qualche caso a specialisti riconosciuti, in altri casi a giovani studiosi che hanno presentato ricerche originali. Non tutti i saggi hanno naturalmente la stessa completezza o una comune riuscita. Si può comunque notare, per fornire un approssimativo panorama d'insieme, che il problema è studiato dal punto di vista americano, sovietico, francese, inglese e tedesco (con due contributi dedicati rispettivamente a Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti). Sul versante italiano, sono considerate la genesi e lo sviluppo della politica atlantica e di quella europea attraverso i maggiori protagonisti (De Gasperi, Saragat, La Malfa, Spinelli, Fanfani, Berlinguer), e quindi viene puntualizzata la visione di alcune forze politiche e sociali, collocate anche all'opposizione rispetto alla convergenza dei due percorsi (comunisti, socialisti, destre, sinistra democristiana, imprenditori). Anche dove si tratta di soggetti e attori ormai molto conosciuti e studiati, ci sono spunti interessanti, che fanno tesoro del dibattito precedente (in qualche caso vengono utilizzati anche nuovi materiali documentari). Uno dei fuochi maggiormente analizzati, direttamente o indirettamente, è la vicenda della CED, intesa come punto di svolta possibile per un salto di qualità della politica europea e anche come snodo temporale tra due successive stagioni del nesso europeismo-atlantismo: quella originaria e fondativa della coerenza stretta tra le due prospettive ed una fase di maggiore divaricazioni dei due percorsi (non necessariamente di contrapposizione), data la dinamica funzionalista ed economica assunta dalla costruzione europea e dati i maggiori tentativi di articolare e modificare le basi dell'alleanza tra Europa e Stati Uniti. Il volume dimostra come si possa affrontare questi temi in un'ottica di storia politica globale, senza attardarsi in troppo angusti specialismi e verificando in modo attento le impostazioni culturali e ideologiche dei vari protagonisti, nei loro effetti concreti sul terreno della politica estera, dei rapporti interstatuali e della politica internazionale.


Guido Formigoni