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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Mondi operai, culture del lavoro e identità sindacali

Pietro Causarano, Luigi Falossi, Paolo Giovannini (a cura di)

Roma, Ediesse, 350 pp., euro 20,00 2008

Raccogliendo gli atti di un convegno svoltosi a Firenze nel gennaio 2007, il libro propone un titolo diverso da quello adottato allora ? Culture operaie e culture sindacali nel Secolo del Lavoro ? suggerendo un profondo ripensamento del tema: per questo motivo l'introduzione di Giovannini, che usa gli spunti dei numerosi saggi per proporre nuove prospettive interpretative, può essere considerata come un ulteriore e aggiuntivo capitolo al già ricco sommario.Pur nella diversa qualità degli interventi, il libro costituisce un buon punto di partenza per affrontare uno dei temi più importanti, ma anche più liminali, legati al mondo del lavoro: i «mille patrimoni culturali che il mondo del lavoro ha espresso nel secolo industriale, nelle sue genesi e nelle sue trasformazioni, con influenze e conseguenze quasi sempre ignorate o sottovalutate dalla cultura sindacale e politica», per usare le parole dello stesso Giovannini (p. 11). Vale in particolare sottolineare l'ultima annotazione sulla diffidenza del mondo sindacale nei confronti del tema delle culture: alcuni degli aa. Dei saggi richiamano esplicitamente l'impossibilità di descrivere o studiare le culture operaie, al contrario di quanto avviene con quelle sindacali di cui, come scrive R. Lattes, «si può parlare con qualche conoscenza documentabile» (p. 171). E tuttavia proprio il suo intervento mostra quanto la prospettiva dell'analisi delle «culture» possa essere efficace per approfondire la conoscenza di un mondo che si continua a considerare in modo pregiudiziale omogeneo, nonostante molti studi dimostrino ormai il contrario: la descrizione che egli fa delle molte ed eterogenee «tribù operaie» che ha conosciuto nel corso della sua attività professionale delinea l'esistenza di una pluralità di culture che si formano in relazione a numerosi fattori esogeni ed endogeni, dalla fabbrica al territorio, dalle tradizioni preesistenti alla cultura sindacale e politica, e che, pur nella loro diversità, riproducono valori simili ? come solidarietà e produttività ? che sono i «prodotti autonomi della cultura operaia» (p. 18). Sono tutti temi che, in misura diversa, si possono ritrovare nei diversi interventi, fra cui occorre segnalare per l'originale prospettiva, almeno quelli di B. Curli sui rapporti fra condizione operaia e identità femminili, di F. Carnevale sulle relazioni fra salute e lavoro nelle culture operaie e di F. Dei sul mancato incontro fra antropologia e culture operaie. I temi su cui il libro fornisce spunti di riflessione sono molti, fra cui particolarmente importante è quello del rapporto fra culture operaie, culture politiche e culture sindacali, molto meno lineare e univoco di quanto si pensi generalmente; ma, nella sintesi di questa scheda, preme segnalare quanto in una società in cui le trasformazioni del lavoro conducono verso la scomparsa di modelli e archetipi culturali di lungo periodo, un esame delle culture operaie del secolo trascorso e dei loro meccanismi di sopravvivenza e persistenza, pur con fattezze mutate, assuma un particolare valore, capace non solo di descrivere il passato ma di individuare una mappa per comprendere il presente.


Andrea Sangiovanni