SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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The American century in Europe

R. Laurence Moore, Maurizio Vaudagna (a cura di)

Ithaca-London, Cornell University Press, pp. 286, $ 35,00 2003

La letteratura sul ?secolo americano? sta diventando veramente imponente, e ad essa si aggiunge questo bel volume, frutto di una collaborazione scientifica tra studiosi italiani e americani, che ha coinvolto anche altri studiosi europei. Merita sottolineare questa formula non consueta che sta alle origini del libro, scaturito da una iniziativa di ricerca comune e da una discussione maturata in un convegno organizzato congiuntamente dalle università di Torino e del Piemonte Orientale, dalla Fondazione Luigi Einaudi e dalla Cornell University. La pubblicazione in lingua inglese contribuisce a collocarlo in modo efficace nel dibattito storiografico internazionale. Che è un dibattito in crescita, alla luce dei nuovi interrogativi sul futuro dell'iperpotenza americana nel sistema internazionale. In particolare, gli studi qui raccolti ruotano attorno all'impatto con l'Europa della potenza, dell'immagine e della politica americana, durante il ?900. Proprio per l'impostazione del lavoro, si tratta di saggi di grande respiro storiografico e di ampiezza tematica notevole. Il taglio degli interventi è composito, nel senso che ad alcuni lavori di storia internazionale si affiancano altri saggi imperniati metodologicamente sulla storia culturale o sociale. Gli studiosi partecipanti sono tra i massimi esperti della materia, che si tratti di americani (Walter Lafeber, James Kloppenberg, Alan Brinkley, R. Laurence Moore, Ronald Steel, Richard Polenberg, Mary Nolan), oppure di europei (Volker Berghahn, Detlef Junker, David Ellwood). Per soffermarsi soltanto sui lavori degli studiosi italiani qui pubblicati, notiamo un'ampia revisione critica degli studi sul wilsonismo, ad opera di Massimo Salvadori. Dal canto suo, Federico Romero fa il punto sulla questione della democrazia, come costante caratteristica del lungo sviluppo dell'influenza americana sul mondo, mettendone in luce i significati via via mutati nel tempo, pur all'interno di uno schema in cui era centrale la reazione ai pericoli individuati nel militarismo europeo, nel nazifascismo o nel totalitarismo comunista. Maurizio Vaudagna invece coglie nel welfare state un aspetto fondamentale della relazione Europa-Stati Uniti nel periodo antecedente la Seconda Guerra mondiale, evidenziando come l'origine di questo decisivo portato della modernità si trova in un intreccio strutturale di continui rimandi tra esperienza americana (dall'età progressista al New Deal) ed europea (in questo caso cresciuta tra conservatorismo compassionevole, nuovo liberalismo, fascismi e socialdemocrazie). In chiave di estrema sintesi, i diversi contributi del volume arricchiscono la nozione di ?secolo americano?. L'indubbia e crescente preminenza americana, radicata certamente nell'enorme divario di potenza economica e militare (oltre che di capacità universalistiche ideologiche-politiche) tra lo Stato-continente nordamericano e il vecchio continente, viene descritta attraverso una gamma di sviluppi che sono inspiegabili se non alla luce del nesso vitale con l'Europa e i suoi singoli Stati. La forma dell'egemonia non fu mai del tutto autogenerata, potremmo dire, ma costruita in un fitto intreccio di rimandi, interdipendenze, compromessi e influenze reciproche.


Guido Formigoni