SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Partiti di massa nella Prima Repubblica: le fonti degli archivi locali

Renata Yedid Levi, Siriana Suprani (a cura di)

Bologna, Pàtron, pp. 378, euro 28,00 2004

La democrazia in Italia è nata come ?democrazia dei partiti?: partendo da questa consolidata interpretazione il volume, frutto del convegno Le fonti archivistiche per la storia locale dei partiti di massa nella Prima Repubblica tenuto a Torino il 17-18 ottobre 2002, si inserisce nel solco di un'azione comune che ormai da diversi anni storici e archivisti conducono nel ricostruire la storia dei partiti politici nel nostro paese. Ponendosi infatti sulla scia e come logico completamento di precedenti giornate di studio dedicate agli archivi degli organismi centrali dei partiti, l'incontro di Torino ha incentrato i lavori sulle rispettive articolazioni locali dei principali partiti di massa italiani. Il volume, riproducendo le relative sessioni del convegno, è diviso in quattro parti: dopo i due saggi introduttivi di Mario Caciagli e Luca Baldissara, che offrono un'interessante riflessione sulle prospettive della storiografia politica, la raccolta propone gli interventi di storici e archivisti sui maggiori partiti e sulle principali aree del sistema politico italiano. Carlo Baccetti e Renata Yedid Levi confermano come l'importanza data dal PCI all'organizzazione si sia tradotta in un buon livello di conservazione e ordinamento degli archivi comunisti. Agostino Giovagnoli e Maurizio Gentilini suggeriscono un ripensamento della storia organizzativa della Democrazia Cristiana. Franco Cazzola e Gianni Silei ribadiscono le tormentate e contraddittorie vicende dell'organizzazione del PSI, nonché la frammentarietà degli archivi locali del Partito. Piero Ignazi e Giuseppe Parlato propongono interessanti ipotesi interpretative sulla storia della destra, sottolineando tuttavia la difficoltà di reperimento e conservazione degli archivi del MSI. Gli interventi di Francesca Capetta, Giovanna Giubbini, Marco Brunazzi e Antonella De Lucia illustrano infine alcune esperienze specifiche di raccolta e ordinamento di archivi provinciali. La terza e la quarta parte ampliano poi il raggio d'analisi del volume. Le relazioni riportate nella terza sessione (di Ersilia Alessandrone Perona, Gaetano Grassi, Paolo Trionfini, Siriana Suprani e Giuseppe Caroli) sottolineano la presenza di altre tipologie di fonti, come quelle iconografiche o gli archivi di personalità del mondo politico, che si rivelano sovente preziose nel colmare i vuoti della documentazione tradizionale. La tavola rotonda della quarta sessione rimarca infine il valore culturale degli archivi locali e sviluppa un'interessante riflessione sulle prospettive di lavoro delle pubbliche istituzioni e degli istituti culturali e di conservazione. La molteplicità dei temi trattati e la quantità dei contributi non nuocciono comunque al risultato finale di un volume che si rivela compatto ed esauriente. Obiettivo di tali lavori è di fornire un quadro delle fonti e proporre prospettive di ricerca, offrendo così agli studiosi utili indicazioni di lavoro: il convegno di Torino raggiunge lo scopo.


Paolo Mattera