SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La scuola pubblica nella Repubblica Sociale Italiana

Riccardo Lazzeri

Prefazione e postfazione di Luciano Garibaldi, Milano, Terziaria-ASEFI, pp. 262, 2002

Le vicende della RSI sono da sempre il terreno privilegiato delle iniziative editoriali di matrice neofascista. In questo ambito si inserisce questo volume, che è in buona parte complementare a quello di Luciano Garibaldi su Biggini come autore del progetto di costituzione della RSI (L. Garibaldi, Mussolini e il professore, Milano, Mursia, 1983). Non a caso il Garibaldi è autore anche della Prefazione e della Postfazione di questo volume, in cui descrive quelle che, a suo parere, sarebbero state le vicende del presunto carteggio Mussolini-Churchill, di cui Biggini sarebbe stato per un breve periodo depositario. In questo contesto si inserisce questo volume di cui non è facile descrivere le caratteristiche. L'opera è sostanzialmente una antologia di documenti solo in parte pubblicati con avvertenze tali da rendere possibile l'identificazione della fonte e quindi la verificabilità. Lo storico potrà comunque servirsi di buona parte dei materiali pubblicati quando ne avrà riscontrata la esatta provenienza. Le brevi pagine di commento rendono comunque conto degli orientamenti e del dubbio spessore scientifico dell'autore. Sono comunque interessanti le circolari di Biggini ministro e la sua ?relazione al Duce sull'anno scolastico 1943-44? e i documenti relativi alle dispute di sovranità fra organi della RSI e autorità tedesche nei territori del ?Litorale adriatico?. La seconda parte è dedicata ad una serie di ?medaglioni? di ?caduti della scuola da Giovanni Gentile a Pericle Ducati?. Da segnalare la citazione, a p. 171, di un anonimo ?Elenco nominativo dei 35 mila caduti militari e civili della RSI? conservato in un non meglio specificato ?archivio privato?. Assai singolare il riferimento alle note polemiche giornalistiche relative al concorso universitario di storia contemporanea del 1998 che pone in continuità il ?martirologio? dei professori fascisti nel periodo 1943-45 con la asserita ?discriminazione? nei confronti degli storici cattolici. La lettura dell'opera è appesantita dalla non sempre chiara distinzione editoriale tra parti documentarie e parti di commento. L'autore, non altrimenti definibile che come un pubblicista neofascista, non cita se non in modo molto parziale la pur scarsa bibliografia specifica.


Angelo Gaudio