SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Milano, FrancoAngeli, 264 pp., € 32,00

Chiara Pulvirenti

Milano, FrancoAngeli, 264 pp., € 32,00 2017

Il libro indaga la mobilitazione degli esuli risorgimentali in favore delle forze isabelline, nel corso della prima guerra carlista (1833-1839). A partire dallo studio di fonti diplomatiche, carte di polizia e corrispondenze epistolari, conservate presso archivi italiani e spagnoli, l’a. utilizza la prospettiva del conflitto per la successione al trono di Ferdinando VII al fine di spiegare la più generale disputa europea tra legittimisti e liberali. Questo volume si colloca nel recente filone di studi sul volontarismo ottocentesco, utilizzando un approccio di storia transnazionale che intreccia la macro-dimensione diplomatica, riguardante le attività svolte dalle potenze europee durante la guerra, con la micro-dimensione politica, incarnata dai foreign fighters accorsi sulla penisola iberica dagli Stati italiani preunitari. Lo scontro tra i sostenitori di Isabella II – di tendenza liberal-costituzionale – e di Don Carlos – di orientamento reazionario/conservatore – rappresentò l’acme di un lungo processo di trasformazione, originatosi nel 1808 e forgiatosi nella temperie insurrezionale del 1820-1823. L’ipotesi della ricerca, dunque, interpreta la Spagna degli anni ’20 quale laboratorio di sperimentazione per i gruppi politici europei e ne mette in luce la centralità, nel contesto della Restaurazione, rispetto alla configurazione di alleanze internazionali alternative e alla definizione di identità politiche contrapposte. Come già accaduto in Grecia e in Portogallo, furono le forze antiassolutiste a fare della causa isabellina un vessillo della lotta contro il sistema della Santa Alleanza, rafforzando l’impalcatura della cosiddetta «internazionale liberale». Pulvirenti, attraverso un preciso esame prosopografico, tratteggia le biografie individuali, ricostruisce gli itinerari personali e collettivi e descrive la postura ideologica di alcune decine di fuoriusciti risorgimentali impegnati nelle armate di Baldomero Espartero. Secondo l’a., la militanza in terra spagnola consolidò sentimenti di appartenenza nazionale e sancì future affiliazioni politiche, oltre a marcare in senso cosmopolita l’evoluzione del conflitto. Questi combattenti, attorno a cui ruotavano reti clandestine, apparati logistici e società segrete, agirono da vettori per la circolazione di pratiche militari, la condivisione di valori culturali e la diffusione di moderni repertori linguistici che avrebbero caratterizzato le forme della nuova politica tra le sponde del Mare Nostrum. Sul piano culturale, infine, l’esperienza in armi nella prima guerra carlista funse da vera e propria fucina per la produzione di miti e memorie che permearono a lungo l’immaginario patriottico, evidenziando la forza performativa dell’idea di fratellanza mediterranea. Nel complesso questo volume offre un utile contributo per approfondire la conoscenza intorno alle attività degli esuli del Risorgimento e fornisce risultati interessanti per la comprensione delle dinamiche di politicizzazione rivoluzionaria nell’Europa del XIX secolo.


Alessandro Bonvini