SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Mitologie bianche

Robert J.C. Young

Roma, Meltemi, 335 pp., Euro 24,00 (ed. or. London, 1990 e 2004) 2007

Il volume rende disponibile anche in traduzione italiana uno dei testi chiave del dibattito postcoloniale in ambito anglosassone, attraverso cui l'a. si è collocato nel dibattito su teoria e storia che opponeva poststrutturalismo e marxismo. Il mito incrollabile a cui allude il titolo è infatti la filosofia della storia su cui si fonda la modernità europea che ha innalzato l'Europa ad unico soggetto storico universale e condannato le storie «altre» ad essere costantemente in ritardo sulla Storia. Se il punto di partenza di Young è la critica allo storicismo elaborata da Edward Said, la sua attenzione tuttavia si sposta dai testi e dai discorsi dell'imperialismo e dell'orientalismo europeo, per interrogare invece direttamente le teorie della storia dei progetti di emancipazione, suggerendo una genealogia storico-teorica che collega post-strutturalismo e postcolonialismo alla crisi del «marxismo bianco».Una prima direzione di ricerca muove dal rapporto privilegiato tra lotte anticoloniali e la critica all'umanesimo, portando in primo piano l'impatto delle vicende algerine sui percorsi dei principali critici dello storicismo del marxismo hegeliano, tra cui spiccano Sartre, Claude Lèvi-Strauss, Althusser e Derrida. La definizione suggerita di «teoria franco-maghrebina», mette l'accento sul momento storico in cui va contestualizzata l'origine del poststrutturalismo, identificato con la guerra d'Algeria piuttosto che con il maggio del '68. A questo percorso si collega la discussione del contributo offerto dalla critica postcoloniale. Se per un verso essa fonda la sua sfida a partire dagli strumenti teorici elaborati dal poststrutturalismo, per un altro ne evidenzia una metamorfosi cruciale. Portando alla luce la «violenza epistemica» inscritta nella dipendenza dello storicismo dall'imperialismo e dell'umanesimo dal dominio coloniale, autori come Edward Said, Homi Bhabha e Gayatri Spivak raccolgono la sfida delle lotte coloniali a «decolonizzare» sul piano teorico e filosofico i presupposti eurocentrici delle «mitologie bianche» che l'antiumanesimo francese non aveva messo a tema.Questo doppio nesso tra critica politica del colonialismo e tradizione teorica anti-dialettica, che interpreta il postcolonialismo come un nuovo «tricontinentalismo», viene ripreso dal saggio «Mitologie bianche rivisitato», apparso nella nuova edizione del 2004. L'a. qui non solo rende conto del dibattito sollevato dal volume ma propone una nuova e stimolante interpretazione anticipata dai suoi lavori successivi e in particolare da Postcolonialism: A Historical Introduction (Oxford, OUP, 2003). Sulla scorta di una puntuale ricostruzione delle relazioni che Sartre, Derrida, Kristeva, Foucault, Althusser e Lacan, intrattennero con le culture politiche maoiste, Young suggerisce di leggere nel nesso tra poststrutturalismo e postcolonialismo uno degli esiti del decentramento del marxismo europeo operato dalle lotte anticoloniali. Se alcune delle tesi sostenute nel volume sono discutibili e meriterebbero un ulteriore approfondimento, si tratta tuttavia di un contributo cruciale per comprendere le resistenze, sul piano politico così come su quello teorico, della storiografia ad accogliere le sfide della critica postcoloniale.


Liliana Ellena