SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Oltre la persecuzione. Donne, ebraismo, memoria, presentazione di Roberta Ascarelli e Patrizia Gabrielli

Roberta Ascarelli (a cura di)

Roma, Carocci, pp. 196, euro 16,80 2004

Lo spirito che anima questa raccolta di saggi su varie figure di donne ebree prima e nel corso della persecuzione nazista è così esplicitato nella presentazione: ?fare in modo che varietà, consapevolezza e libertà potessero emergere [?] per sottrarre le protagoniste al ruolo anonimo e spettralmente uniforme di vittime? (p. 12). Lo stesso spirito animava la bellissima raccolta Donne nell'Olocausto, a cura di Delia Ofer e Lenore Weitzman (tradotta nel 2001 da Le Lettere), che aveva al centro le ebree dell'Europa orientale, mentre qui si affronta, salvo qualche eccezione, il grande nodo dell'ebraismo tedesco. Da questo punto di vista spiccano tre figure eminenti: Bertha Pappenheim, Jeanne Hersch, Hannah Arendt. La prima, la Anna O. di Breuer e Freud, fondatrice del Jüdischer Frauenbund e riformatrice sociale, è qui finemente analizzata da Ascarelli nella chiave della sua identificazione ? come segno di forza femminile e di fedeltà sia all'Illuminismo che alla fede dei padri ? con l'antenata Glückel von Hameln, mercante amburghese del Seicento (una delle tre Donne ai margini di Natalie Zemon Davis). Importante è il saggio di Roberta De Monticelli sulla filosofa ebrea ginevrina Jeanne Hersch, autrice di testi sulla filosofia come stupore, sui diritti dell'uomo, sui totalitarismi, che era stata, come Arendt, allieva di Jaspers e di Heidegger, di cui è fin dall'inizio critica severa e lucida, come mostra il bel testo inedito del 1988, qui tradotto in appendice, La posta in gioco del dibattito su Heidegger. Katrin Tenenbaum, studiosa di Hannah Arendt, analizza con grande acutezza la lunga corrispondenza tra lei e Karl Jaspers nella chiave di una storia parallela di non ritorno in Germania dopo la guerra e di un capitolo del lungo e difficile dialogo ebraico-tedesco. Rientra in quest'ultimo anche la figura, a noi meno nota, illustrata da Claudia Sonino, di Margarete Susman: autrice di ricordi e riflessioni sulla Shoah, oltre che di testi sul libro di Giobbe, su Moses Mendelssohn, su Rahel Varnhagen, segnata dagli incontri con Simmel, Buber, Rosenzweig, esule a Zurigo, dove da vecchia le rende omaggio Paul Celan e dove muore noventenne, dopo una caduta alla vigilia del suo primo ritorno in Germania, nel 2000. Nel passaggio dalla testimonianza alla letteratura si collocano le narrazioni femminili della Shoah oggetto dei saggi molto interessanti di Rita Calabrese su scrittrici tedesche (soprattutto Cordelia Edvardson, Ruth Elias, Ruth Klüger), di Laura Quercioli Mincer su scrittrici polacche in Israele (Miriam Akavia, Irit Amiel, Ida Fink), di Caterina Ricciardi sui romanzi della canadese Anne Michaels. S. Lillian Kremer esamina invece il tema della specificità delle esperienze e memorie femminili della Shoah, mentre Rosanna Vitale riporta brani di due delle sue interviste a donne tedesche esiliate in Brasile. Il volume è completato da due brevi saggi sul diario di Etty Hillesum (Nadia Neri) e sulle poesie, in parte qui riportate, dell'ebrea polacca Miryam Ulinover, morta ad Auschwitz (Anna Linda Callow), oltre che da una testimonianza di Giacoma Limentani e da un intervento di Micaela Procaccia sulle memorie italiane della Shoah e la tradizione orale.


Anna Rossi-Doria