SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia particolare delle officine Scarpa&Magnano e delle loro maestranze

Rodolfo Badarello

Milano, Pantarei, 153 pp., euro 10,00 2006

L'autore, fin dagli anni Cinquanta, si è occupato in più occasioni della storia di Savona e delle sue istituzioni, studiando in dettaglio le vicende riguardanti il movimento operaio e la Resistenza.In questo volume, ennesimo tassello di una ricostruzione particolare ? ma mai localistica ? della storia cittadina, affronta le vicende di una fabbrica, le Officine elettromeccaniche Scarpa&Magnano, fondata nel 1919 con appena 20 operai. Il libro ripercorre le vicende industriali, legate alla produzione di interruttori e trasformatori per tensioni sempre più alte, che portarono le Officine a diventare una delle aziende più vivaci e attive della città, ma soprattutto mette al centro le vicende e le lotte degli operai e delle maestranze che vi hanno lavorato.La formazione di una coscienza operaia nel turbine politico del primo dopoguerra, le restrizioni poste dal fascismo locale, gli anni della Resistenza ? alla quale parteciparono, sacrificando la vita, molti degli operai della fabbrica ?, i licenziamenti dei primi anni Cinquanta, sono i temi che scandiscono la narrazione di Badarello, la quale si arricchisce di eventi, date e nomi che restituiscono alla memoria ? ancora viva tra gli ex lavoratori ? la dignità di una storia complessa e contraddittoria. Infatti, a emergere è la continua conflittualità tra maestranze e direzione, mai sopita neppure nei momenti di maggiore accordo, che rappresenta, quasi in maniera paradigmatica, la parabola del movimento operaio stesso. Le lotte, le contraddizioni e le incertezze degli operai e dei loro rappresentanti ? sindacati e partiti ? rivivono a partire dal coinvolgimento delle persone, delle loro aspettative e delle loro esigenze, dando luogo ad una storia sociale che si allarga dalla fabbrica per coinvolgere il quartiere in cui è situata fino ad arrivare a tutta la città.Unico limite del lavoro è forse quello di aver scelto in maniera preponderante di ricostruire la storia della fabbrica e dei suoi operai attraverso lo spoglio dei giornali locali, a cui l'autore aggiunge la conoscenza personale dei fatti e delle persone, essendo stato anch'egli alla Scarpa&Magnano dal 1941 al 1953. Ciò non di meno, la cura e la passione con cui è stato svolto il lavoro, ma anche la capacità di legare le vicende della fabbrica al contesto più generale in cui sono coinvolte rendono la ricerca di particolare interesse, soprattutto nella parte dedicata alla Resistenza e ai primi anni Cinquanta, dove emerge in tutta la sua durezza la crisi postbellica e la relativa deindustrializzazione, alla quale si associarono politiche antioperaie e anticomuniste attuate senza mezze misure. Di questa stagione l'autore è stato testimone e ora ne è storico, senza però che il coinvolgimento nei fatti predomini sulla ricostruzione degli stessi.


Davide Montino