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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Libano contemporaneo. Storia, politica, società

Rosita Di Peri

Roma, Carocci, 184 pp., euro 15,00 2009

Questo volume aiuta finalmente a gettare le prime solide basi per una più proficua letteratura in lingua italiana sul Libano, arricchendo quella già esistente. Un paese, il Libano, bistrattato dalla pubblicistica italiana, nonostante la ricca storia di relazioni con il nostro paese, e la costante attenzione che riceve invece a livello internazionale.L’a. mette in chiaro fin dalle prime pagine la propria personale chiave di lettura del Libano contemporaneo, in cui notevole importanza è data al ruolo della comunità ed all’influenza sulla società del peculiare sistema politico confessionale. Senza volere sminuire l’importanza di questo fattore nell’analisi della storia politica del Libano contemporaneo, il paradigma confessionale e comunitario è dall’a. in certi casi abusato. Sembra trasparire l’idea che le comunità siano solide entità politiche o granitici blocchi indissolubili, come testimoniano l’identificazione tout court dei palestinesi come sunniti (pp. 91-92), o affermazioni come «i maroniti condannarono la cattura degli ostaggi» (p. 142).Il saggio analizza con chiarezza ed originalità la storia contemporanea di un paese complesso e con una struttura istituzionale che sarebbe altrimenti di difficile comprensione per i neofiti. Il volume è diviso in cinque capitoli, a cui si aggiungono le conclusioni e tre utili appendici. Innovativo è l’approccio dell’a. al periodo post-indipendenza, attraverso l’analisi dei mandati dei vari presidenti della Repubblica che si sono succeduti. L’appendice sulla struttura amministrativa del paese è particolarmente degna di nota e il pregio dell’a. è quello di riuscire a presentare la complessità istituzionale libanese in termini chiari e concisi. Nella seconda appendice, sui principali partiti politici del paese, risalta invece la mancata menzione di due forze politiche particolarmente rilevanti nel Libano attuale, il Movimento del futuro e la Corrente patriottica libera.Se la prima parte del libro analizza con precisione l’evoluzione storica del Libano in ordine cronologico, l’ultima parte, riguardante l’attualità, contiene alcune imprecisioni. Queste sono principalmente di carattere informativo, come per esempio quella relativa alle cause dell’incarcerazione di Samir Geagea (p. 104) o quella sull’uccisione di Gebran Tueni, all’apparenza confuso con il padre (p. 137).Tali piccole imprecisioni non intaccano però il generale valore del volume, che presenta un’ottima analisi istituzionale del sistema politico libanese, arricchita da pertinenti interpretazioni storiche ed istituzionali. Il connubio tra le discipline della scienza politica e della storia rende l’opera più interessante e la lettura più scorrevole. Interessanti sono le conclusioni, e pertinenti le affermazioni finali sulle sorti del paese, in cui viene messo in risalto il ruolo che assumerà in futuro il movimento sciita Hizballah all’interno dello Stato. Degno di nota è che l’a., a differenza di molta letteratura presente sul Libano, non abbandoni il destino del Libano ad una passiva accettazione delle decisioni prese da forze esterne regionali e internazionali, ma dia un ruolo attivo e di responsabilità agli attori locali.


Massimo Di Ricco