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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Dalla scuola all'Impero. I libri scolastici del fondo della Braidense (1924-1944)

Rossella Coarelli (a cura di)

Presentazione di Fulvio De Giorgi, Biblioteca Nazionale Braidense, Milano, Vienn 2001

Intitolato come l'antologia di scritti mussoliniani presente in un manuale del 1940, questo volume pubblica il catalogo della omonima mostra dei libri scolastici della Braidense, insieme ad alcuni saggi e alla documentazione iconografica del fondo. Promossa in collaborazione con l'Università Cattolica di Milano, l'iniziativa si è proposta il recupero e la valorizzazione di materiali da sempre e a torto considerati minori: quasi delle ?rarità bibliografiche? (p. 61) di cui le stesse case editrici non sempre custodiscono memoria; ed oggi ?a rischio di scomparsa? (p. 57) a causa della deteriorabilità della carta usata per i prodotti editoriali di consumo immediato. La politica di catalogazione e conservazione di queste pubblicazioni appare causa ed effetto di un radicato disinteresse per il libro di testo, che non ha risparmiato storici della scuola e dell'editoria. In questo senso il lavoro raccoglie, e al tempo stesso incoraggia, i deboli segnali di risveglio accesisi di recente in questo settore di studi. La ricchezza delle informazioni presenti nel catalogo riflette la complessità del libro scolastico come oggetto di ricerca. L'indice delle 361 schede aggiunge alle notizie bibliografiche essenziali quelle presenti nei frontespizi, da cui si desume la destinazione di ciascun libro. L'indice cronologico rivela una concentrazione di testi nel periodo 1938-42, quando il ministro dell'Educazione nazionale Giuseppe Bottai realizzò la ?bonifica? antisemita dei manuali e la Carta della scuola; grazie alle notizie su autori e illustratori ? troppo scarne, in verità ? è possibile tracciare un profilo dell'autore-tipo, quasi sempre insegnante secondario, più che accademico; mentre l'indice delle case editrici riporta una maggioranza schiacciante di quelle milanesi, riflesso del localismo dei circuiti di diffusione e della vitalità dell'editoria settentrionale, favorita anche dall'introduzione del libro di Stato (1929) e dagli intrecci tra pubblico e privato che essa accentuò. I saggi di Fulvio De Giorgi e Rossella Coarelli offrono qualche spunto interessante, pur scontando i ritardi della storiografia di settore. Attraverso un confronto tra i libri di testo del fondo, il primo mira a recuperare ? con la pluralità dei modelli formativi del ventennio ? una specificità milanese; ma la tendenza a riconoscere come fascisti solo i segni più evidenti della propaganda, rischia di far dimenticare che anche sul piano educativo il regime si servì di un mélange di valori diversi. La seconda analizza i libri di testo in relazione alla politica scolastica e ai problemi editoriali di settore, da cui emerge lo zelo di autori ed editori nel soddisfare le direttive ministeriali. Infine Guido Mura si sofferma sulla componente grafica e illustrativa, ulteriore conferma dell'importanza del libro scolastico come fonte documentaria.


Monica Galfré