SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia del sistema bancario italiano

Salvatore La Francesca

Bologna, il Mulino, pp. 282, euro 22,00 2004

Il libro si propone di ricostruire la storia del sistema bancario italiano dall'Unità ad oggi attraverso l'analisi del ?succedersi ed il correlarsi di problemi e soluzioni istituzionali e operative? (p. 9). Per quanto manchi di un capitolo finale di conclusioni, l'autore anticipa fin dalla premessa il convincimento di fondo che ?il sistema bancario italiano abbia svolto [?] un compito complessivo di sostegno nella formazione di una economia moderna nel paese? (pp. 10-11). Per questo motivo l'autore giustifica l'abbandono di una politica di gestione bancaria ortodossa in casi di industrializzazione ritardata. La struttura del volume è dettata dalla sequenza cronologica degli eventi ed articolata in tre sottoperiodi individuati in base al rapporto tra sistema bancario e Banca centrale, aspetto che costituisce il motivo conduttore dell'intero libro. Viene così individuato un primo sottoperiodo in cui la Banca centrale è assente, uno in cui le banche miste convivono con una Banca centrale in fase di progressiva affermazione, ed infine un periodo caratterizzato dal predominio della Banca centrale. Il testo è prevalentemente una rielaborazione critica di una parte della letteratura esistente sullo sviluppo del sistema bancario italiano e sulle modalità operative caratteristiche dei vari periodi. La ricerca d'archivio sembra non essere stata considerata essenziale ad integrare tale letteratura, così come gran parte delle questioni relative alle relazioni internazionali delle banche (soprattutto con i maggiori mercati finanziari dell'epoca) e ai problemi valutari, che sono state in gran parte ignorate sia in termini di problematiche che di bibliografia. Ne deriva quindi una ricostruzione delle vicende del sistema bancario italiano, in particolare delle ragioni della crisi delle banche miste tra la fine degli anni Venti e gli anni Trenta, che risente della rinuncia ad inquadrare l'operato del sistema bancario italiano nel più ampio contesto internazionale, contesto che era ben chiaro ai dirigenti delle grandi banche miste e che influenzò pesantemente le soluzioni da loro elaborate per risolvere i problemi che lo stesso La Francesca individua come cruciali. L'approccio scelto dall'autore lo induce quindi a formulare interpretazioni (ad esempio: ?quota novanta? come ?momento anticipatorio del dirigismo autarchico? p. 143) e a ritenere plausibili affermazioni quali quella che ?si preferisse lasciar scivolare la banca mista piuttosto che farla andare avanti con dei tempestivi correttivi? (p. 130), che questo recensore non ritiene di poter condividere.


Roberto Di Quirico