SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Origini e avvento del fascismo ad Arezzo. 1915-1924

Salvatore Mannino

Arezzo, Provincia di Arezzo-Editrice Le Balze, pp. VIII-339, euro 15,00 2004

Il libro di Salvatore Mannino rientra nella lunga serie di ricerche su fascismo e storia locale. Nato come tesi di laurea, discussa nel 1986, risente in parte di una lunga incubazione. Nonostante la dimensione provinciale dello studio, l'autore ripercorre e inquadra le tappe fondamentali percorse dal primo fascismo a livello nazionale, cercando di collegare le due prospettive in maniera efficace. Soprattutto, riesce a valorizzare un microcosmo che non è solo quello aretino, con un'indagine che rivolge la sua attenzione al capoluogo ma anche ai Comuni limitrofi e collega gli esiti di questo studio alla conoscenza più generale del periodo. L'autore cerca di far emergere le specificità del luogo in rapporto ai processi di modernizzazione che investono la città in quegli anni. Per la ricostruzione della realtà locale, il libro si sofferma molto sul rapporto tra economia e società, analizzando la lotta politica precedente alla prima guerra mondiale e gli effetti prodotti sulle aspettative lavorative e professionali dei reduci. Si sofferma sulle lotte agrarie dell'estate del 1919 e sullo sciopero minerario, sulla crisi prodotta dai guasti dell'economia di guerra e sul malcontento diffuso nei centri urbani. Inquadra poi la dimensione provinciale dello sviluppo dei Fasci, fin dagli anni degli esordi, con particolare attenzione all'ondata di violenza che si abbatte sul capoluogo nel corso del 1921. La scelta di arrivare al 1924, e quindi di non usare come termine di periodizzazione della ricerca il 1922, è stata determinata dalla situazione locale di Arezzo, che vede esplodere dissidi tra i capi del Partito, i dirigenti Frilli e Lupi, che, sostiene lo stesso autore, anticipano con i loro esiti la trasformazione del fascismo in una dittatura. Il lavoro si colloca, dunque, entro quell'ampia cornice di rimeditazione di quanto accaduto nella realtà italiana nel periodo 1915-1924, usando come basi di partenza le opere di De Felice, Tasca, Emilio Gentile. Mannino manifesta l'intento di infrangere alcuni pregiudizi e stereotipi interpretativi e di offrire, quindi, un ampio quadro conoscitivo degli impulsi e delle tensioni che, in quegli anni, cercarono di spezzare l'anomalo intreccio di vecchie arretratezze e desiderio di modernità che condizionava la società italiana. La ricerca si è snodata attraverso un'ampia raccolta di documenti provenienti dall'Archivio Centrale dello Stato e dall'Archivio di Stato di Arezzo ma, soprattutto, ha preso le mosse da una puntuale analisi della stampa locale, dalla quale si ricostruisce in maniera minuziosa lo svolgimento degli eventi. Il tentativo del libro, quasi sempre riuscito, è quello di non perdere di vista la comparazione tra il contesto generale e la dimensione provinciale, sempre difficili da coniugare, nonostante la ricchezza della sedimentazione storica sui fascismi locali. Dopo l'ampio studio di Giovanni Galli del 1992, la ricerca di Mannino aggiunge un ulteriore tassello all'analisi della nascita del fascismo aretino, anche se spesso la narrazione degli avvenimenti risulta dominante rispetto all'opera di concettualizzazione.


Michela Innocenti