SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Fuori scena. Il teatro dietro le quinte nell'Ottocento

Sandra Pietrini

Roma, Bulzoni, pp. 401, euro 27,00 2004

È preso in esame un nutrito gruppo di testi letterari sulla vita degli attori, problemi di mestiere, vizi, virtù e storie ricorrenti: quasi 300 opere di epoche, lingue e generi diversi, fra il XVII e l'inizio del XX secolo, dai grandi romanzi agli smilzi prontuari comici. Fin dalla prima pagina, l'autrice spiega come l'Ottocento sia ?una sorta di centro nevralgico? d'una ricerca che non tiene conto d'una delimitazione cronologica precisa, e che inclina ? ma blandamente ? ad un'indagine sulla mentalità. La lettura si lancia fra i luoghi comuni d'una pletora sminuzzata e tumultuante di documenti che nel loro insieme sembrano compensare una storia inconsapevole di sé, relegata nel non-detto. Si raccolgono nei sottogeneri letterari dei libri aneddotici, della memorialistica curiosa, della caricatura, oppure in quell'equivalente teatrale dell'agiografia che esalta ed isola le figure degli attori e delle attrici eminenti. Le fonti più ricche, come spesso avviene per i casi di cui non si fa storia, sono i romanzi: alcuni celeberrimi (Goethe, Hoffmann, Gautier, i Goncourt, Zola, James o Proust), altri poco o pochissimo noti, ripescati nelle zone d'ombra delle letterature. Ne risulta un libro accatastato e spesso istruttivo, a metà fra una ricognizione delle fonti e un primo tentativo di classificarne i contenuti. Questa via di mezzo non è senza giustificazioni. Il problema storico della cultura degli attori professionisti europei, dalla fine del Cinquecento all'Ottocento, nell'epoca cioè in cui furono in vigore le ditte comiche ? le compagnie, che nel loro insieme costituirono una vera e propria microsocietà ? è un campo di studi in gran parte ancora da esplorare nella sua dimensione di fenomeno di lunga durata. Alcuni innovativi sondaggi, relativi ad episodi e ad ambienti specifici (uno dei pregi della teatrologia italiana), hanno fatto affiorare domande e questioni di base attraverso cui far parlare i documenti senza ricalcare le visuali d'un coacervo documentario curioso, che oppone una seduttiva resistenza a chi vuole indagarlo per restituirlo alla storia. Le peculiarità delle scelte letterarie dei comici e la drammaturgia degli attori-creatori come ?frattura? più che come interpretazione vi appaiono travestite, per esempio, come ?ignoranza?; così come il complicato e contraddittorio assetto delle gerarchie nelle compagnie, regolamentate dall'interno ma continuamente riplasmate dall'esterno attraverso i consensi del pubblico, si manifesta in superficie attraverso i ricorrenti aneddoti sulla litigiosità dei comici e delle primedonne. Sandra Pietrini è ben cosciente del problema posto dalle sue fonti, ma più che eluderlo provvisoriamente lo accantona. Preferisce non pagare l'approfondimento con la ristrettezza dei sondaggi e si tuffa nel maremagno dell'aneddotica leggendolo secondo un provvisorio ordine che ne rispetta i luoghi comuni. Fuori scena si configura così come una ricognizione preparatoria allo studio ancora a venire sulla cultura delle compagnie come fenomeno di lunga durata. L'originale capitolo iconografico che chiude il libro privilegia il genere caricaturale, quasi a dire che quando lo sguardo non può scovare il fondo dei fenomeni osservati, la miglior soluzione, tutto sommato, è prenderli in giro.


Ferdinando Taviani