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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia del sondaggio d'opinione in Italia 1936-1994. Dal lungo rifiuto alla repubblica dei sondaggi

Sandro Rinauro

Venezia, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, pp. 774, euro 75,00 2002

Il corposo volume di Sandro Rinauro, già autore di saggi sulla storia dell'emigrazione e sull'origine del marketing, è frutto di una ricerca vincitrice nel 2000 del premio ?Storia del Novecento?. L'opera, il cui obiettivo è ricostruire storicamente le origini culturali e sociali del sondaggio d'opinione, unisce alcuni grandi pregi: la ricchezza di documentazione originale, una trattazione ampia e approfondita, stimolanti suggerimenti per ulteriori indagini. Larga parte della pubblicazione è dedicata al percorso accademico, politico, professionale e imprenditoriale di Pierpaolo Luzzatto Fegiz, il fondatore dalla Doxa. Attraverso lo studio delle carte d'archivio private e di una vasta bibliografia, facendo ricorso anche a fonti orali, Rinauro delinea i contorni di diversi ambienti politici, diplomatici, culturali, istituzionali e imprenditoriali in un arco di tempo che va dagli anni Trenta agli anni Novanta del secolo da poco conclusosi. Il modo in cui i sondaggi d'opinione in Italia sono stati accolti, rifiutati, ignorati, delegittimati o esaltati è il non lineare filo rosso che lega sei dei sette capitoli di cui si compone l'opera. Di grande interesse sono anche molte delle indagini, oggi dimenticate, sul costume e le condizioni degli italiani. Il primo capitolo, in cui si fa riferimento a una vasta letteratura internazionale e soprattutto alle ricerche di Loïc Blondiaux, è invece dedicato all'origine del sondaggio d'opinione, definito ?un prodotto culturale e sociale dell'America della Grande Depressione e del New Deal?, frutto di aspirazioni democratiche e populiste da un lato e di efficaci strategie di controllo sociale dall'altro. Per il pioniere George Gallup il sondaggio d'opinione era infatti lo strumento che consentiva il pieno compimento della democrazia rappresentativa: permettendo di conoscere le scelte dei cittadini su questioni precise minava il potere dei ?gruppi di pressione? che pretendevano di rappresentare l'opinione popolare. Presupposto ideologico era l'assioma dell'eguaglianza di ciascuna opinione individuale e della ?saggezza? e ?buon senso? delle masse, nonostante la comprovata ignoranza e apatia di buona parte della popolazione. All'accademico Hadley Cantril spetta invece il ?merito? negli anni del secondo conflitto di aver dimostrato come i sondaggi al servizio del governo e dello sforzo bellico potevano essere efficaci strumenti di controllo sociale, utilissimi per l'esercizio del potere. Esemplare è il caso dei ?segretissimi? sondaggi d'opinione che precedettero di alcuni giorni i bombardamenti su Roma del marzo 1944. La sostanziale ambiguità insita nello strumento del sondaggio, allo stesso tempo arma del potere ma anche mezzo democratico al servizio dell'opinione pubblica, ricorre più volte nella trattazione del tema, sempre svolto con grande attenzione sia agli eventi sia alle implicazioni politiche, culturali ed economiche nei diversi contesti geografici e temporali. L'auspicio è che questa ricerca possa essere contenuta in una nuova edizione più agile che ne consenta l'utilizzo nei corsi universitari di storia e comunicazione.


Chiara Ottaviano