SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il fascismo femminile nel Pescarese

Sara Follacchio

?Abruzzo contemporaneo?, 13/2001, Sambuceto (CH), Brandolini, pp. 324, s.i.p. 2002

Il volume della Follacchio rientra nel contesto delle ricerche, in continuo aumento nel corso degli ultimi anni, sul rapporto tra donne e fascismo, e tra fascismo femminile e storia locale. Nonostante la dimensione provinciale, lo studio ripercorre e inquadra le tappe fondamentali delle fasi del fascismo a livello nazionale, cercando di collegare le due prospettive in maniera efficace. Soprattutto vuole conoscere quel microcosmo femminile, con un'indagine che rivolge la sua attenzione al capoluogo, ma anche ai comuni del pescarese, collegando gli esiti di questo studio alla conoscenza più generale del periodo storico. Sono sottolineate le specificità del luogo preso in esame, in rapporto con i processi di modernizzazione che investono in quel periodo una nuova provincia creata dal regime. Per individuare la collocazione delle donne nella realtà fascista pescarese, l'autrice volge lo sguardo alla presenza femminile in Abruzzo tra XIX e XX secolo, e ai dibattiti su istruzione ed emancipazione. Il libro si sofferma soprattutto sulle specificità degli effetti prodotti dal primo conflitto mondiale sulla leadership femminile locale e sui ceti medi, con le novità prodotte nelle aspettative lavorative e professionali, nei rapporti di genere e nella nuova presenza pubblica delle donne. Insieme all'analisi del materiale documentario presente nell'Archivio Centrale dello Stato, nell'Archivio di Stato di Pescara e in quello Comunale, è ampiamente utilizzata la stampa locale, dalla quale si ricostruiscono molte delle attività svolte dalle militanti e le varie competenze. Il tentativo è quello di non perdere di vista la comparazione tra il contesto generale e quello locale, sempre difficili da coniugare, specialmente per la carenza di una sedimentazione storica di carattere nazionale sull'argomento. Si inquadra la dimensione provinciale dello sviluppo dei fasci femminili, dagli anni degli esordi all'adesione massiccia nel 1935-36, fino ad arrivare allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Agli anni del conflitto l'autrice dedica quattro capitoli, che ripercorrono l'evoluzione del fascismo femminile di fronte all'ultima fase del regime. Sottolineando i legami con le organizzazioni giovanili, dall'Opera Nazionale Balilla alla Gioventù Italiana del Littorio, si affrontano i temi legati al mutamento nel rapporto tra donne e regime. Dal 1929, infatti, Turati pone le basi per l'inquadramento delle organizzazioni giovanili che, dall'ONB alle Giovani Italiane, aveva lo scopo di irreggimentare la gioventù, anche quella femminile, inserendola con forza nella vita pubblica del regime. La ricerca aggiunge un tassello nuovo e originale alla mappatura locale del fascismo femminile, con attenzione alla ricezione e rielaborazione degli obiettivi del partito attuata dalle donne nella complessa sfera di partecipazione all'attività politica, ma non esplicita alcune generalizzazioni che forse erano possibili.


Michela Innocenti