SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Scuola e lavoro a Milano fra Unità e fascismo. Le civiche scuole serali e festive superiori (1861-1926)

Carla Ghizzoni

Lecce, Pensa Multimedia, 225 pp., € 22,00 2014

Della città di Milano si sa che era «benefica e previdente», grazie alla fitta rete di istituzioni assistenziali che l’hanno caratterizzata nel corso dell’800 (come ha dimostrato Edoardo Bressan in numerosi saggi), e che in campo educativo aveva conosciuto uno sviluppo particolare dell’istruzione elementare in seguito alle riforme teresiano-giuseppine, grazie alle ricerche di Simonetta Polenghi. Lo studio di Carla Ghizzoni arricchisce la conoscenza della storia di Milano a partire da un accurato scavo d’archivio sulla genesi e sugli sviluppi delle scuole serali superiori, aprendo nuove prospettive di ricerca sull’istruzione post-elementare. Il volume è costituito da tre capitoli e da due appendici (statistica e documentaria). Nel primo capitolo l’a. tratta della nascita delle scuole serali superiori, sorte per opera dell’amministrazione ambrosiana dopo l’Unità d’Italia fino ai primi anni del ’900 con lo scopo di offrire una scolarizzazione postelementare ai giovani, uomini e donne, che non erano in grado di continuare gli studi ma che desideravano inserirsi nel settore impiegatizio e commerciale della capitale economica del paese. Essendo state ignorate dalla legge Casati, al pari dell’istruzione tecnica e professionale, queste scuole si adattarono rapidamente alle trasformazioni economiche in corso grazie alle capacità dell’élite locale di rispondere a questa domanda di cultura e formazione professionale che veniva dai ceti popolari. Il secondo capitolo affronta la storia delle scuole festive superiori per l’istruzione femminile che, nello stesso arco di tempo, diventarono anche il modello per istituzioni simili create in altre città del paese. In ragione del consenso incontrato fra la popolazione, dovuto alla diversità dei curricula delle alunne che le frequentavano, l’amministrazione si dimostrò assai solerte anche in questo particolare settore. Lo sviluppo di queste scuole viene poi ricostruito fino al conflitto mondiale e al fascismo con particolare attenzione ai cambiamenti del 1875-76 che portarono la scuola festiva superiore a coincidere sotto certi aspetti con quella serale superiore. Nell’ultimo capitolo, l’a. presenta l’epilogo di queste istituzioni che, con l’avvento del fascismo, si adeguarono quasi completamente al sistema scolastico governativo. Dal punto di vista metodologico l’analisi della storia delle diverse scuole serali è assai complessa, non limitandosi all’aspetto strettamente istituzionale poiché esamina sia i diversi protagonisti della politica educativa ambrosiana che il funzionamento di queste istituzioni educative (reclutamento del personale docente, offerta formativa dei curricula e atteggiamento di ragazzi e ragazze, animati da «una sete di istruzione» nei loro confronti). Questo volume originale colma una lacuna storiografica sull’istruzione postelementare, rivelando uno straordinario dinamismo amministrativo in grado di andare incontro alle esigenze educative e culturali della prima generazione di giovani italiani e italiane eredi della mentalità self-helpista risorgimentale.


Dorena Caroli