SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La ricerca di Zaira. Protoindustrie e strutture urbane a Parma tra primo e secondo Ottocento

Serena Lenzotti

Introduzione di Antonio Parisella, Milano, FrancoAngeli, 174 pp. + CD-Rom, Euro 2007

Come evidenzia Antonio Parisella nell'Introduzione al volume, il lavoro di Serena Lenzotti, ricercatrice presso l'Istituto storico di Modena e il Centro studi per la stagione dei movimenti di Parma, «merita attenzione e plauso» (p. 13) in quanto delinea una rappresentazione della realtà urbana, produttiva e sociale della città di Parma nel trentennio postunitario per molti versi nuova e inedita. Il volume, rielaborazione della tesi di laurea dell'a., affronta le problematiche connesse a tale genere di ricerca con un approccio innovativo, che lo qualifica al di là di una dimensione puramente localistica. La Parma di fine '800 viene declinata nelle diverse e molteplici sfaccettature urbanistiche, architettoniche, economiche, sociali e istituzionali, attraverso una chiave di lettura che implica la conoscenza e l'acquisizione di metodologie proprie di discipline diverse, come l'archeologia industriale, la storia industriale e urbana. L'a. realizza un approfondito lavoro di scavo e incrocio di fonti diverse, tradizionali e nuove, dalla letteratura coeva a «carte topografiche, repertori statistici, cataloghi di esposizioni, risultanze d'inchieste, servizi giornalistici, stampe pubblicitarie, carte intestate, dipinti e fotografie, lapidi e iscrizioni» (p. 13). In questo modo la realtà urbana e sociale cittadina risulta interpretata nella sua globalità, in quanto substrato essenziale al fine di ricostruire la storia dello sviluppo industriale del territorio così come degli stessi luoghi di produzione, determinando l'acquisizione di elementi interessanti. Così, con riferimento al rapporto tra le attività produttive urbane e il contesto territoriale, sembra delinearsi sin dal periodo ducale un legame molto stretto tra la città, delimitata dalla possente cerchia muraria, e le campagne circostanti, da cui un significativo flusso di mano d'opera veniva attratto dalle attività manifatturiere e commerciali presenti nell'area urbana. La ricerca evidenzia inoltre il pieno inserimento di manifatture e opifici nel contesto urbano, con la creazione non di rado di qualcosa di molto simile alle moderne filiere (in settori quali la macellazione, la concia, calzoleria), segnate dal superamento di una dimensione di produzione puramente artigianale; infine, è possibile accertare come lo spazio urbano compreso all'interno delle mura cittadine, proprio come accade in altre città, risultasse attraversato da canali primari e secondari, il cui ricordo permane nella toponomastica, essenziali per il trasporto di materiali ma, anche e soprattutto, per operazioni quali lavaggi, raffreddamenti, produzione di energia mediante molini. In conclusione, il lavoro di Serena Lenzotti permette di evidenziare la compresenza nel tessuto produttivo e sociale di Parma di elementi della tradizione e dell'innovazione, della campagna e della città, dell'artigianato e dell'industria, elementi la cui non adeguata individuazione aveva reso difficile la comprensione del successivo sviluppo economico e industriale che coinvolgerà, a fasi alterne, l'intera area parmense nel corso del XX secolo.


Angelo Bitti