SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Israele e Palestina: la forza dei numeri. Il conflitto mediorientale fra demografia e politica

Sergio Della Pergola

Bologna, il Mulino, 252 pp., Euro 15,00 2007

Con questo volume, la letteratura scientifica dedicata al conflitto israelo-palestinese esistente in lingua italiana si arricchisce notevolmente per due ragioni. Il libro, focalizzandosi sulla questione demografica, fornisce ai lettori italiani nuovi elementi per comprendere meglio il conflitto; il suo autore, Sergio Della Pergola, professore all'Università Ebraica di Gerusalemme, è il più importante demografo israeliano, nonché il principale teorico del disimpegno da Gaza dell'estate 2005.Il volume, diviso in nove capitoli più la Conclusione, condensa i risultati di un lungo e approfondito lavoro, relativo ai flussi demografici della popolazione che vive tra il Mediterraneo e il Giordano, nello Stato di Israele, nella striscia di Gaza e in Cisgiordania. In particolare, è composto di due parti: la prima, più breve, presenta una concisa storia del conflitto, mentre la seconda affronta gli aspetti più prettamente demografici.La prima parte, pur avendo il merito della sinteticità e della chiarezza, contiene alcune affermazioni problematiche. Della Pergola sembra, infatti, più a suo agio con i paradigmi della prima storiografia sionista piuttosto che con le più recenti interpretazioni proposte tanto dai «nuovi storici» quanto dai «sociologi critici». La possibilità di assimilare il sionismo ai movimenti coloniali europei di fine '800 viene liquidata negativamente in poche righe (p. 37); la denominazione «Territori palestinesi occupati» viene ritenuta «non [?] del tutto chiara né accurata» (p. 70); il nazionalismo palestinese viene, infine, messo parzialmente in discussione, visto il «ruolo privilegiato di un'identità panaraba rispetto a un'identità particolare palestinese» e la presenza di un «localismo vincolato [?] alla proprietà individuale perduta più che a un senso di patria ideale e di solidarietà nazionale» (pp. 106-107).La seconda parte è decisamente più innovativa e istruttiva, per la grande quantità di dati contenuti e per il modo molto chiaro con cui questi sono presentati nelle varie tabelle. Il dato cruciale è costituito dal più rapido accrescimento della popolazione araba rispetto a quella ebraica. Al più tardi nel 2050, la popolazione ebraica non sarà più maggioranza nel territorio tra il Mediterraneo e il Giordano. Ma, «senza i Territori occupati, una maggioranza ebraica sembra chiaramente sussistere almeno fino alla metà del XXI secolo» (p. 175). Passando alla politica, la domanda cruciale è come realizzare quanto detto. Della Pergola, in linea con il ritiro da Gaza, i cui effetti sono pari a «vent'anni di movimenti demografici» (p. 192), propone alcune soluzioni, tutte basate su un aggiustamento territoriale che consenta ad Israele di non esercitare più la propria sovranità sulla maggior parte della popolazione araba residente tra il Mediterraneo e il Giordano.


Arturo Marzano