SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Verso la modernità. I bresciani e le esposizioni industriali 1800-1915

Sergio Onger

Milano, FrancoAngeli, 442 pp., € 45,00$$ 2010

Il tema delle esposizioni è da tempo sotto la lente degli storici, in Italia come all'estero. Sergio Onger, docente di Storia economica, che vi ha dedicato numerosi studi, lo affronta sotto un'ottica originale, quello del ruolo avuto dalle esposizioni d'industria in una città e una provincia, quelle di Brescia, che ebbero una sola mostra di respiro veramente nazionale, nel 1904, ma in cui il sistema premiale e il momento espositivo si radicarono profondamente. Questa attenzione da parte di istituzioni, notabilato, imprenditori e anche operai «intellettuali», nel Bresciano si tradusse in un rapporto continuativo con la dimensione espositiva, sia nell'organizzazione di rassegne locali dei prodotti manifatturieri e agricoli, a partire già dagli anni del Regno d'Italia, quando a prevalere era però la dimensione artigianale e artistica, sia nella partecipazione alle esposizioni che si svolsero fuori porta, soprattutto in Lombardia e in Veneto, ma anche nel resto della penisola e all'estero. Imprenditori, tecnici, inventori e operai specializzati bresciani parteciparono alle mostre nazionali e internazionali tanto come concorrenti ai premi per i prodotti e i procedimenti produttivi, quanto come visitatori organizzati in comitive ufficiali. Ad integrazione e come collante tra le varie partecipazioni, Onger individua anche il ruolo avuto da alcune associazioni locali volte a sollecitare e diffondere le innovazioni tecnologiche, nate sul modello della Società d'incoraggiamento d'arti e mestieri, sorta a Milano nel 1838. Pertanto, attraverso l'analisi degli elenchi dei partecipanti alle mostre, dei premi ottenuti e delle loro motivazioni, delle richieste di privilegi ed esenzioni, viene indagato in maniera dettagliata e sul lungo periodo il tessuto produttivo e tecnologico bresciano.Questa ricerca ha però anche un significato più generale. La relativa perifericità della città lombarda rispetto a Milano, Torino, Roma, e anche alla vicina Verona, che scrissero pagine assai più significative in questo ambito, è l'occasione, pienamente sfruttata dall'a., per valutare le ricadute che l'insieme complessivo delle esposizioni svoltesi in Italia e in Europa ebbero sul processo di innovazione e trasferimento tecnologico in un'area ancora arretrata sotto l'aspetto produttivo. Il caso bresciano diventa un utile termine di riferimento per un giudizio - complessivamente positivo - sull'efficacia dei processi di modernizzazione stimolati dall'intervento delle istituzioni. In tale ottica, il lavoro di Onger propone una lettura del sistema espositivo e premiale in cui si torna a porre l'accento sul ruolo da esso avuto nei meccanismi di invenzione, imitazione e miglioramento tecnico-produttivo, rispetto all'interpretazione più interessata alla dimensione politico-culturale, che in questi anni si è maggiormente diffusa tra gli studiosi in collegamento con l'analisi dei processi di nazionalizzazione e di costruzione del consenso.


Silvano Montaldo