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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L’Unione dei Federalisti euro pei. Dalla fondazione alla decisione sull’elezione diretta del Parlamento euro peo (1946-1974),

Sergio Pistone

Napoli, Guida, 284 pp., euro 14,30 2008

Pubblicato con il contributo dell’Istituto di studi federalisti «Altiero Spinelli», il volume ricostruisce la storia dell’organizzazione sovranazionale dei federalisti euro pei e ripercorre le grandi battaglie, e le sconfitte, dei movimenti impegnati nella lotta per la federazione euro pea, dalla fondazione dell’Uef nel 1947, a Montreux, in Svizzera, fino alla decisione presa dalla Conferenza dei capi di Stato e di governo nel dicembre 1974 di avviare l’elezione diretta del Parlamento euro peo. Prima vittoria ottenuta dall’Uef, che aveva imperniato tutta la sua azione politica sulla partecipazione popolare alla costruzione euro pea attraverso una procedura costituente democratica. L’a. si propone di completare la storia dell’Uef con un secondo volume che si occupi degli sviluppi successivi e giunga fino al presente. Questa prima parte della storia dell’Uef si concentra prevalentemente sulle grandi battaglie degli anni ’50, soprattutto quelle legate ai due progetti di Comunità euro pea di difesa e di Comunità politica euro pea che avrebbero portato alle soglie di un’unità federale. La caduta della Ced nel 1954 a seguito della mancata ratifica da parte francese fu una sconfitta gravissima per l’Uef, che ne subì anche contraccolpi interni. Idissensi interni all’organizzazione emersero in modo drammatico e sfociarono in una scissione dell’Uef che si tradusse, come osserva lo stesso Pistone, «in un forte indebolimento organizzativo dei federalisti e una sostanziale perdita di influenza» (p. 109). La scissione fu provocata dallo scontro tra i «realisti», coloro che come l’olandese Brugmans sostenevano il rilancio euro peo e l’iniziativa dei governi che avrebbe portato poi ai trattati di Roma, e i «massimalisti», coloro che appoggiavano le posizioni di Spinelli e l’iniziativa del Congresso del popolo euro peo, che puntava invece a organizzare elezioni primarie nelle città d’ euro pa per dare vita a un congresso di rappresentanti del popolo euro peo. Dopo la scissione nel corso degli anni ’60, caratterizzati dalle iniziative confederali di De Gaulle, le due correnti del federalismo iniziarono un’azione comune per la democratizzazione delle Comunità euro pee, arrivando però solo nel 1973 alla riunificazione e all’approvazione di un nuovo Statuto dell’Uef. Nelle considerazioni finali sul ruolo svolto dai federalisti, Pistone, impegnato come militante a favore dell’unità federale euro pea, rivendica alla costante azione dal basso a favore dell’elezione diretta del Parlamento euro peo la «dinamizzazione» del processo di integrazione euro pea. Analizzando il ruolo svolto in generale dall’azione federalista, egli correttamente distingue tra testimonianza e influenza concreta e effettiva in alcuni momenti del processo integrativo, anche se è molto difficile valutare in che misura alcune scelte dei governi siano state effettivamente influenzate dall’azione dei movimenti.


Marinella Neri Gualdesi