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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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De Gasperi e la nuova Italia. Le riforme negli anni difficili e l'affermazione della vita democratica

Sergio Zoppi

Soveria Mannelli (Cz), Rubbettino, pp. 120, euro 13,00 2004

Il volume su De Gasperi si inserisce nel solco degli studi che, negli ultimi anni, l'autore ha dedicato all'Italia repubblicana, con una particolare predilezione per le vicende meridionali. In questa sua analisi appare infatti abbastanza chiara l'intenzione di individuare nelle scelte politiche degasperiane del quadriennio 1949-53 ? che avrebbero aperto la strada a sostanziali riforme sociali ed economiche, nell'ambito di una decisa scelta atlantica e della fine della collaborazione con i partiti popolari ? una precisa connotazione ?meridionalista?. Partendo dalle premesse del ?lodo? ? che aveva spostato a favore del mezzadro la ripartizione dei prodotti della terra ? e dei primi provvedimenti di riforma agraria, fondati anche sul contributo del Comitato permanente per il Mezzogiorno e della Svimez, l'autore si sofferma ad esempio sulla creazione della Cassa per il Mezzogiorno, sui piani governativi per la casa, sulla riforma tributaria, sul rilancio dell'IRI e la creazione dell'ENI. Iniziative, queste, in cui egli tende a individuare anche la precoce percezione, da parte dello statista trentino, dei risvolti che l'arretratezza del Sud avrebbe potuto riverberare sulla futura crescita economica, sociale e democratica del paese. Zoppi non nasconde i limiti e le contraddizioni dell'azione di De Gasperi e dedica un certo spazio anche alle critiche riservate a quest'ultimo da Dossetti e dai suoi seguaci. Sa del resto che l'azione del leader trentino si inserì in una strategia volta a consolidare la democrazia nel paese, ma vistosamente condizionata dagli spettri del fascismo e del comunismo, verso cui De Gasperi manifestò grave ? e forse esagerata ? angoscia. Anche tale circostanza finì per rendere il centrismo degasperiano poco attraente a quei settori del mondo cattolico ? e della stessa DC ? animati dai maggiori fremiti di rinnovamento. A mio parere la gestazione della legge elettorale con premio di maggioranza, battezzata dalle opposizioni ?legge truffa?, andrebbe a sua volta ricollegata a questa strategia degasperiana, tesa a precludere spazi alle sinistre, ma anche a dare vigore alle ragioni del centrismo contro le suggestioni autoritarie delle destre e di una parte della DC. Zoppi si sforza infine di sottolineare il carattere fortemente attivistico, talvolta frenetico, delle riforme degasperiane, che si sarebbe scontrato con le inerzie di un apparato statale, ereditato dal fascismo, burocratico e impreparato alle nuove sfide. Il volume non nasce come una ricostruzione integrale dell'azione di De Gasperi, del suo riverberarsi sulla dialettica governo/opposizione, delle sue effettive ricadute sul campo. Si configura piuttosto, per una deliberata scelta dell'autore, come una sorta di diario delle ragioni, degli scopi, dei travagli e dei sentimenti che avrebbero indotto le scelte politiche dello statista trentino. In questo senso, esso si rivela un valido strumento per fare luce su una fase cruciale della storia repubblicana del paese.


Mauro Forno