SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Mussolini’s Greek Island. Fascism and the Italian Occupation of Syros in World War II

Sheila Lecoeur

London-New York, Tauris Academic Studies, 260 pp., $ 89,00 2009

Diversamente dalla maggioranza degli studi sull’occupazione della Grecia da parte delle potenze dell’Asse, che hanno privilegiato la dimensione nazionale o internazionale, il libro di Lecoeur adotta la scala della storia locale. Il volume indaga l’esperienza dell’occupazione italiana nel microcosmo sociale dell’isola di Syros, capoluogo dell’arcipelago delle Cicladi. Utilizzando un impianto analitico mutuato dalla produzione teorica di Michel Foucault, l’a. studia il funzionamento del sistema italiano di occupazione nella prospettiva rovesciata di una «ascending analysis» del potere e delle sue dinamiche, a partire dagli «infinitesimal mechanisms» che regolano le relazioni di dominio tra occupanti e occupati (p. 1).Con acume analitico e sensibilità storiografica, la narrazione si dipana nei meandri delle esistenze individuali e collettive, mettendo a fuoco le pratiche della vita quotidiana di persone e gruppi sociali. Ne risulta un’analisi serrata delle molteplici strategie di sopravvivenza, adattamento e negoziazione messe in essere dalla popolazione civile greca nel nuovo contesto dell’occupazione militare italiana. Di grande interesse è il capitolo dedicato alla carestia. Nell’isola di Syros la rarefazione dei generi di prima necessità, seguita all’invasione della Grecia da parte degli eserciti dell’Asse, produsse esiti apocalittici, paragonabili alla catastrofe umanitaria che nell’inverno 1941-42 colpì l’area metropolitana di Atene. Mentre nella maggior parte della Grecia insulare la popolazione civile fu in grado di ricorrere all’autorazionamento delle poche risorse disponibili, gli abitanti dell’isola di Syros, dopo il collasso della fiorente economia di anteguerra, furono decimati dalla malnutrizione.Il dilagare della carestia mise in luce l’incapacità della politica di occupazione italiana di garantire i meccanismi basilari della vita collettiva e di creare le condizioni per l’integrazione delle Cicladi nel sistema di egemonia internazionale dell’Italia fascista. Combinando le fonti archivistiche locali (eccezionalmente copiose) con la storia orale, basata sulle interviste ai sopravvissuti, l’a. disegna l’affresco dell’economia morale dell’occupazione: dagli abusi di potere compiuti da ufficiali e soldati italiani, che sottraevano cibo destinato alla popolazione civile, allo sfruttamento sessuale di donne vittime della fame.La catastrofe umanitaria provocata dalla carestia può essere considerata la cifra non solo dell’impatto sociale ed economico dell’occupazione italiana, ma anche dell’incapacità del fascismo di fornire risposte politiche alla crisi del periodo bellico. Nel laboratorio della storia locale convergono le prospettive della macro e della microstoria: in senso metodologico, l’«isola greca di Mussolini» si rivela un osservatorio privilegiato per comprendere l’esperimento fascista di espansione imperiale nel Mediterraneo e le ragioni del suo fallimento. Sheila Lecouer affronta la complessità delle relazioni di potere in una società occupata con grande rigore analitico e finezza intellettuale.


Lidia Santarelli