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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Gli ebrei a Trieste 1930-1945. Identità, persecuzione, risposte

Silva Bon

Libreria Goriziana - Istituto regionale per la storia del movimento di liberazio 2000

Il volume si colloca nell'ambito del nuovo interesse per la storia locale degli ebrei in Italia tra Otto e Novecento, e particolarmente della persecuzione antiebraica e del razzismo fascista. Più motivi fanno di Trieste un caso di rilievo nazionale: la consistenza numerica del gruppo ebraico e il suo peso nell'élite cittadina; l'attenzione insistente della pubblicistica antisemita nazionale; il particolare regime di occupazione dell'Adriatisches Künstenland nel periodo 1943-45, e l'esistenza a Trieste dell'unico campo di sterminio in Italia, alla risiera di San Sabba. Le leggi razziste del '38 ebbero pesantissimi effetti sulla società triestina: ad esempio nel settore economico, finanziario e assicurativo; degli enti culturali o delle società sportive (per non citare la scuola, o le professioni). Le campagne di stampa contro gli ebrei di Trieste - in particolare della "Vita italiana" di Preziosi e del "Regime fascista" di Farinacci - mostrano l'interazione e l'alleanza di elementi del fascismo locale con polemisti e leader politici di rilievo nazionale, ma rivelano anche lo scontro tra due fazioni fasciste cittadine. Già prima dell'occupazione tedesca, tra il 1941 e il 1943, l'antisemitismo triestino si manifesta in maniera particolarmente intensa e agguerrita, con violenze ai danni di negozi ebraici o direttamente contro sedi della comunità ebraica e sinagoghe. Dalla fine del giugno 1942 opera inoltre a Trieste (come già a Milano, Firenze e Ancona) un "Centro per lo studio del problema ebraico", alle dipendenze dell'Ufficio studi e propaganda sulla Razza del Ministero per la Cultura Popolare, che interagisce da subito con il Consolato tedesco a Trieste. Il capitolo più buio di questa vicenda viene scritto, infine, sotto l'occupazione tedesca (non senza però il contributo di collaborazionisti italiani), con la creazione del campo di concentramento, prigionia e sterminio della risiera di San Sabba, dove vengono uccisi prigionieri politici italiani, sloveni, croati, e prigionieri ebrei, in buona parte rinchiusi qui e avviati poi verso morte certa nei campi di Germania e Polonia. Lo studio si basa su un'ampia analisi di documenti inediti in numerosi archivi italiani, oltre che al Politisches Archiv di Bonn e all'Archivio nazionale di Lubiana (dove si trovano documenti italiani e tedeschi). L'autrice ha condotto inoltre un ricco spoglio della stampa locale e nazionale, ed ha utilizzato testimonianze personali, scritte e orali, sul periodo delle persecuzioni. Il volume risente però di una stesura un po' ridondante, in cui troppo spazio è dedicato alla ricapitolazione dei risultati generali della storiografia sul periodo, e la trattazione specifica su Trieste si disperde nel commento di ogni documento, ciascun tema viene abbozzato e poi ripetutamente ripreso, sfugge spesso un'interpretazione d'assieme e giudizi sintetici su aspetti diversi.


Simon Levis Sullam