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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Russia e Georgia. Ortodossia, dinamiche imperiali e identità nazionale (1801-1991)

Simona Merlo

prefazione di Paolo Gheda, Milano, Guerini e Associati, XIV-306 pp., € 29,00 2010

Simona Merlo, che ha già pubblicato gli importanti volumi All'ombra delle cupole d'oro. La Chiesa di Kiev da Nicola II a Stalin (Milano, Guerini studio, 2005) e Le missioni dell'archimandrita Spiridon (Magnano, Qiqajon, 2008), affronta in questo ultimo studio due secoli di relazioni russo-georgiane, dalla contestata annessione del 1801 alla ritrovata indipendenza nel 1991, dopo la dissoluzione dell'Urss.Si tratta di un soggetto non facile, soprattutto alla luce del conflitto dell'agosto 2008, che ha ulteriormente inasprito non solo le relazioni politiche tra Russia e Georgia, ma anche quelle culturali. Il tema principale di questo lavoro è costituito dalle dinamiche religiose, in particolare dalle politiche russe e sovietiche nei confronti della Chiesa ortodossa georgiana. Un'attenzione perfettamente legittima se consideriamo il fatto che la Georgia è stato l'unico territorio conquistato dalla Russia in possesso di una Chiesa ortodossa autocefala, la cui importanza nell'identità culturale e nazionale del paese era e rimane notevolissima. Peraltro, come riconosciuto dall'a., questo studio analizza le vicende ecclesiastiche della Georgia principalmente dalla prospettiva russa. Non si tratta, quindi, di una storia della Chiesa georgiana, ma di un'analisi approfondita di come il fattore religioso abbia avuto una fondamentale importanza nei rapporti tra il potere centrale e la Georgia, anche in epoca sovietica. Il volume è diviso in quattro capitoli. Il primo prende in considerazione le dinamiche ottocentesche, che videro la soppressione dell'autocefalia della Chiesa georgiana ed un contrastato rapporto con le autorità politiche e religiose russe, ma anche un notevole sviluppo economico e culturale del paese. Il secondo capitolo tratta il tormentato periodo che va dalla rivoluzione del 1905 alla prima guerra mondiale ed alla caduta dell'Impero russo. Il terzo capitolo si concentra sull'effimera indipendenza della Georgia (1918-1921), sulla riconquistata autocefalia della sua Chiesa e sulle violente politiche antireligiose dei primi decenni sovietici, che portarono ad una fortissima riduzione della vita religiosa nel paese. L'ultimo capitolo, infine, affronta il periodo successivo alla seconda guerra mondiale, che vide un lento e contrastato recupero della dimensione religiosa, sino alla nascita di una sorta di «nazionalismo ortodosso» negli anni '80 dello scorso secolo. Nonostante le numerose difficoltà ereditate dall'epoca sovietica, la Chiesa georgiana tende attualmente a porsi nuovamente come «anima della nazione», secondo dinamiche simili a quelle di altre Chiese ortodosse. Si tratta di un'aspirazione legittima, ma che - come osserva Merlo nella sua conclusione - pone anche numerosi problemi, soprattutto in un paese multietnico e multireligioso come la Georgia.Nel complesso questo studio, fondato su una notevole documentazione e realizzato con grande equilibrio intellettuale, costituisce non solo un contributo importante alla conoscenza delle dinamiche religiose e politiche dell'Impero russo e dell'Unione Sovietica, ma anche un'efficace introduzione alla realtà contemporanea della Georgia.


Aldo Ferrari