SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Gli archivi dei partiti e dei movimenti politici. Considerazioni archivistiche e storiografiche

Siriana Suprani (a cura di)

San Miniato, Archilab, pp. 112, euro 10,34 2001

Le riflessioni sugli archivi dei partiti politici stanno succedendosi a ritmo accelerato. Il volume, che raccoglie gli interventi a un seminario organizzato dall'Associazione Nazionale Archivistica Italiana dell'Emilia Romagna e dal locale Istituto Gramsci ci spiega il perché, senza eccessivi infingimenti. I partiti in Italia non sono stati soltanto delle istituzioni di fatto, che hanno assicurato il raccordo tra la società e le strutture dello Stato. Sono stati anche il fulcro dell'equilibrio politico istituzionale della nazione. Di questa evidenza si rintraccia una diffusa consapevolezza nei saggi raccolti, anche se non sempre le spiegazioni proposte appaiono convincenti e meditate. La crisi dei partiti, dunque, ha ?liberato? una quantità di materiali per la storia politica, sia dello Stato centrale che delle sue istituzioni decentrate. E ha, contemporaneamente, posto un problema di gestione e di garanzie: chi custodirà questi archivi? Dove saranno rintracciate le risorse affinché carte fondamentali per la comprensione della prima fase dell'età repubblicana non vadano disperse? A questo punto però si dovrebbe ammettere ? e non sempre si fa ? che questi archivi sono serviti ad alimentare una storiografia con intenti più sub-culturali ed ideologici che scientifici. Non si tratta di farne un dramma, quanto di riconoscere che anche questa è stata una conseguenza della centralità dei partiti. Essa ha naturalmente prodotto dei bisogni e ha selezionato delle ?clientele? particolari. Il problema si presenta allora non meno difficile ma più evidente: si tratta di gestire un passaggio per il quale queste carte smettano di essere considerate e gestite come materiali del passato utili ad assolvere i bisogni politici del presente, e vengano considerati patrimonio della storia comune della nazione. È un passaggio che ha bisogno di garanzie e che, per questo, non può vedere le istituzioni latitanti. D'altro canto, proprio il significato istituzionale forte che i partiti hanno avuto nel secondo cinquantennio del Novecento, consiglia di non trattare questi documenti come corpus separati, e di metterli in correlazione tra loro e, cosa più importante, con le carte delle istituzioni con le quali i partiti hanno quotidianamente interagito. Tutto ciò è possibile anche attraverso l'utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati, ed alcune possibili soluzioni sono qui presagite. Ne discutono qui Concetta Argiolas, dell'Istituto Sturzo, Giovanna Giubbini e Claudio Turrisi, Luca Baldissarra ? che si sofferma sul rapporto tra archivisti e storici, con particolare riferimento alle carte dei partiti ?, Linda Giuva e Leonardo Musci ? che mettono in luce le peculiarità archivistiche delle carte di partito rispetto alle altre carte novecentesche ?, ed infine Gianni Perona e Gianni Rigo, che riferiscono di una concreta esperienza di inventariazione informatizzata. Siamo ancora in fase sperimentale ma, quanto meno, da questo libro si può desumere un inventario dei problemi di una sfida dall'esito della quale, in fin dei conti, dipenderà non poco l'avanzamento degli studi di storia politica nel nostro paese.


Gaetano Quagliariello