SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Accentramento e decentramento nei regolamenti di polizia urbana. Perugia 1859-1869

Stefania Magliani

Napoli, ESI, pp. 313, euro 22,72 2001

Il volume affronta un tema, quello dell'attività normativa municipale nell'Italia del primo decennio postunitario, che non ha ricevuto sin qui grande attenzione nell'ambito degli studi di storia dell'amministrazione. Eppure esso si configura come terreno ideale di verifica di alcune questioni di grande rilievo all'interno del più vasto problema del rapporto fra centro e periferia: la tensione fra spinta accentratrice e istanze autonomistiche, le trasformazioni del governo locale e la sua capacità di rispondere alle esigenze di città investite da intensi processi di modernizzazione, la formazione di élites amministrative in grado di scambiarsi idee e modelli di comportamento fino a produrre una complessiva omologazione alle direttive centrali che ebbe una parte fondamentale nell'unificazione del paese. Il taglio prevalentemente descrittivo del lavoro non consente all'autrice di sottoporre questi nodi interpretativi a un adeguato approfondimento. Non mancano tuttavia spunti interessanti per riflessioni e annotazioni critiche, specie nel primo capitolo che è dedicato a un'analisi complessiva e comparativa dei regolamenti di polizia urbana e che offre qualche ragguaglio anche sulla normativa vigente nei vari Stati preunitari. Redatti dalla Giunta comunale e licenziati dal Consiglio, secondo la legge del 1865 i Regolamenti erano soggetti all'approvazione della deputazione provinciale e poi al vaglio definitivo del Ministero competente, che, sentito il Consiglio di Stato, poteva decretarne l'annullamento totale o parziale. Nell'ambito di questo capitolo l'autrice dedica la giusta attenzione a un personaggio, Carlo Astengo, la cui rilevanza era già stata segnalata da Romanelli nel suo studio sui segretari comunali. Alto funzionario del Ministero dell'Interno, poi prefetto e consigliere di Stato, Astengo fu soprattutto autore di guide e commentari, nonché fondatore di una pubblicazione periodica, il ?Manuale degli amministratori comunali e provinciali?, che rappresentò il principale punto di riferimento per diverse generazioni di amministratori locali. La parte centrale dell'opera è dedicata comunque a Perugia dal 1859, anno dei primi sommovimenti nello Stato pontificio, ma soprattutto quello in cui venne approvata la legge comunale e provinciale che stabiliva le prime coordinate sulla potestà normativa dei Comuni, al 1869, ossia l'anno in cui, dopo un lungo e faticoso iter di gestazione, la città arrivò a dotarsi di un suo regolamento di polizia urbana. La Magliani ricostruisce questo iter in modo molto minuzioso. Ne viene fuori una descrizione molto dettagliata delle vicende politico-amministrative della città umbra nei primi anni dopo l'Unità e un utile inquadramento dei principali protagonisti della scena pubblica cittadina. Il volume conferma la sostanziale continuità che vi fu fra la classe dirigente pontificia e quella del regno sabaudo e individua una delle ragioni del suo successo proprio nella capacità di mediazione che essa seppe esercitare nei confronti del potere centrale, anche utilizzando i margini di autonomia consentiti dai regolamenti municipali per omologarsi alle direttive ministeriali senza sacrificare del tutto gli elementi caratterizzanti della propria tradizione e della propria identità locale.


Fulvio Conti