SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Lottare per la casa. Le donne delle barriadas di Lima

Stefania Pastorelli

Roma, Aracne, 105 pp., euro 9,00 2006

A partire dalla metà del secolo scorso profonde trasformazioni politiche, economiche, sociali e culturali hanno investito i paesi latinoamericani. Le aree dove tali trasformazioni emergono con maggiore intensità sono le aree urbane e in particolare le capitali. Anche Lima vive, con le specificità che la contraddistinguono, le tensioni indotte dalla complessità di tali trasformazioni. Diventa luogo di residenza di un terzo della popolazione nazionale proveniente da tutte le regioni del Perù e specchio delle contraddizioni, vecchie e nuove, del paese. Tra il 1940 e il 1993, mentre la popolazione nazionale passa da poco più di 6 milioni a quasi 23 milioni, la popolazione di Lima cresce di dieci volte raggiungendo circa sei milioni di abitanti. Una delle conseguenze di questo processo è la formazione di migliaia di barriadas e con essa l'espansione e l'affermazione di nuovi attori sociali: i settori popolari urbani. Una barriada sorge quando un gruppo di famiglie legate da vincoli di parentela o di provenienza geografica decide di occupare un terreno senza alcuna infrastruttura e di intraprendere il lungo processo di costruzione di un quartiere le cui fortune sono legate alla capacità di organizzazione e di lotta degli occupanti. Pastorelli ha lavorato a lungo sul campo per la sua ricerca di dottorato e ha raccolto sul tema un consistente numero di narrazioni orali oltre a un'ampia documentazione scritta. In questo lavoro ricostruisce le dinamiche che caratterizzano la genesi e l'espansione delle barriadas analizzando sia i soggetti individuali e collettivi protagonisti delle vicende, sia la produzione legislativa che, a partire dal 1961, prevede e regolamenta il riconoscimento degli insediamenti, dei titoli di proprietà e le funzioni assegnate alle organizzazioni rappresentative della popolazione. Lo fa seguendo i fili della narrazione contenuti nella testimonianza di Ana, riportata in appendice. Ana è una dirigente della barriada «El Agustino» di Lima e il suo racconto offre una molteplicità di prospettive da cui osservare il farsi di un movimento sociale, quello dei pobladores, in cui le donne giocano il ruolo di protagoniste quasi assolute. Se inizialmente la partecipazione femminile consiste soprattutto nel garantirsi un lotto di terreno e nel contribuire ai lavori comuni finalizzati all'urbanizzazione del quartiere, ben presto si estende e in modo considerevole, nella costruzione di associazioni e reti di solidarietà di cui le donne diventano dirigenti e interlocutrici principali di organizzazioni non governative, partiti politici, intellettuali e gruppi femministi. Pastorelli nella sua riflessione sottolinea quanto il processo di costruzione delle barriadas si intreccia con un percorso che porta le donne da una posizione subordinata ad una caratterizzata da grande autonomia e consapevolezza. Il volume è costruito con intelligenza, è interessante e di facile lettura. Presenta un solo limite che è quello di una riflessione tutta interna al caso peruviano senza alcun accenno a esperienze molto simili che pure si costruiscono nello stesso arco temporale in quasi tutti i paesi latinoamericani. Un qualche rapido riferimento a un contesto più ampio avrebbe attribuito altro significato allo studio del caso singolo.


Maria Rosaria Stabili