SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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The Political Mobilization of the European Left, 1860-1980. The Class Cleavage

Stefano Bartolini

Cambridge University Press, Cambridge 2000

L'autore è professore di Scienza Politica presso l'Istituto Universitario Europeo. I suoi interessi si sono andati centrando sul rapporto tra elettorato, sistema elettorale e classe politica, tema a cui appartiene anche questo libro sui partiti della sinistra europea e che è stato preceduto da diversi contributi apparsi tra 1976 e 1993 sulla "Rivista Italiana di Scienza Politica": Per un'analisi dei rapporti tra i partiti socialisti e comunisti in Italia e Francia (vol. VI, pp. 439-80); La sinistra nei sistemi partitici europei (1917-78): un'analisi comparata della sua dimensione e composizione e dei problemi di sviluppo elettorale (vol. IX, pp. 137-70); Gli iscritti ai partiti di massa. Un'analisi dell 'esperienza socialista in Europa (1889-1978) (vol. XII, pp. 241-296); I primi movimenti socialisti in Europa. Consolidamento organizzativo e mobilitazione politica (vol. XXIII, pp. 217-282). L'autore intende ricostruire l'iter attraverso il quale un conflitto sociale assume la valenza e si struttura secondo la logica di un'opposizione politica. Sceglie un approccio di tipo non descrittivo, ma quantitativo, che mette a confronto variabili trasversali costruite attraverso l'utilizzo di una serie di dati quali il consenso elettorale, la frequenza degli scioperi, la trasformazione dell'economia attraverso la fotografia dei diversi settori produttivi, l'urbanizzazione ecc. Il volume è corredato da una appendice di dati. Una premessa metodologica inquadra l'impianto della ricerca e definisce i tre termini-concetto centrali per la lettura del volume: sinistra (pp. 9-11), mobilitazione (pp. 11-15), cleavage (pp. 15-25). Segue l'analisi vera e propria attraverso la messa a fuoco di tutta una serie di variabili (orientamento ideologico, organizzazione, industrializzazione, urbanizzazione, suffragio, cultura) che fotografano la sinistra europea ed il suo impatto rispetto ai diversi gradi di sviluppo e integrazione nei sistemi politici di ogni singola realtà nazionale di tredici paesi (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Norvegia, Olanda, Svezia e Svizzera). L'autore postula che gli anni ottanta del '900 segnino la conclusione di un ciclo bicentenario che era iniziato con l'avvio della Rivoluzione Industriale. Come la parabola discendente della popolazione agricola attiva aveva dato inizio a quel ciclo, segnato dal predominio dell'industria, che si afferma senza competitori e permane incontrastato fino agli anni settanta del Novecento, così la fine dell'incremento della popolazione attiva nel settore industriale di quei paesi che, per primi, si erano affacciati all'industrializzazione ne scrive la parola fine. La storia del socialismo è strettamente connessa a questo ciclo e, secondo l'autore, sembra oggi arrivata al capolinea. Non del tutto soddisfacente l'apparato delle monografie di riferimento dove la storiografia utilizzata appare, in alcuni casi, datata e carente soprattutto rispetto alla produzione più recente.


Maria Serena Piretti