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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'ombra lunga del Fascio: canali di propaganda fascista per gli ?italiani d'America?

Stefano Luconi, Guido Tintori

Milano, M&B Publishing, pp. 154, euro 21,00 2004

Il tema della propaganda promossa dal regime fascista italiano oltreconfine sta catalizzando in questi ultimi anni l'attenzione di molti ricercatori, soprattutto giovani, con la produzione di interessanti ricerche originali, che costituiscono la base per cominciare a delineare un quadro, ancora lontano dall'essere completo, di questo non secondario campo d'attività del fascismo. Si tratta infatti di un tema che richiede in modo speciale la collaborazione di più studiosi, che si cimentino con i diversi aspetti dell'organizzazione della propaganda del fascismo all'estero, caratterizzata in primo luogo da molteplici organismi promotori, istituzionali e non (dai ministeri degli Esteri e della Cultura Popolare, al PNF e ai Fasci all'estero, alla Dante Alighieri, ai CAUR, per citarne solo alcuni); in secondo luogo da due differenti obiettivi, spesso connessi tra di loro: gli italiani emigrati e le opinioni pubbliche straniere; e infine profondamente condizionata dalle realtà nazionali alle quali fu di volta in volta indirizzata. Il volume di Stefano Luconi e Guido Tintori si inserisce a pieno titolo in questo filone di nuove ricerche sulla propaganda fascista all'estero, ricostruendo alcuni interessanti aspetti dell'azione promossa dal Ministero della Cultura Popolare (e dai suoi antecedenti, Sottosegretariato e Ministero per la Stampa e la Propaganda) negli Stati Uniti, un'azione diretta principalmente alle comunità italoamericane, con lo scopo di renderle un gruppo di pressione per influenzare l'atteggiamento statunitense verso la politica del regime. I primi due contributi, di Tintori, sono dedicati rispettivamente all'Italian Library of Information, un'agenzia di informazioni con sede a New York che doveva divenire, nelle intenzioni del Ministero per la Stampa e la Propaganda, un centro di organizzazione e impulso della propaganda fascista negli USA, e alla propaganda cinematografica, caratterizzata soprattutto dai fallimentari tentativi di promuovere la circolazione delle pellicole dell'Istituto Luce nelle sale americane. Il terzo contributo, di Luconi, fornisce un'esaustiva ricostruzione della propaganda radiofonica nelle sue varie forme, dall'irradiazione diretta di trasmissioni dalla nuova stazione di Prato Smeraldo, agli accordi con networks statunitensi per la diffusione di singoli programmi o discorsi, ai tentativi di infiltrazione di agenti fascisti nelle radio americane. Nell'opera di propaganda promossa dal regime negli USA emerge ? con la sola, parziale, eccezione della radio ? una significativa distanza tra ideazione e capacità effettiva di realizzazione, determinata certamente dalle ristrettezze finanziarie, ma soprattutto, come scrive Luconi, condizionata dalla presenza di ?velleitarismo, improvvisazione e dilettantismo? (p. 143). Si tratta di elementi già evidenziati da altri studi, e che quindi cominciano a delinearsi come aspetti qualificanti, ma certamente non esclusivi, dell'opera di propaganda del fascismo all'estero.


Benedetta Garzarelli