SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le ferrovie

Stefano Maggi

Bologna, Il Mulino, pp. 252, euro 12,50 2003

La collana ?L'identità italiana? ha offerto finora una serie di sintesi convincenti in una pluralità di campi, apparentemente al di fuori di un progetto rigidamente precostituito. Il volume sulle ferrovie scritto da Stefano Maggi, compreso a pieno titolo nella serie voluta e diretta da Ernesto Galli della Loggia, risponde pienamente all'esigenza primaria di condensare in poche pagine una materia estremamente ampia come quella ferroviaria. In più il variegato soggetto racchiude in sé più di un motivo identitario, meritandosi, in definitiva, la collocazione assegnatagli: affermare che il treno fa parte integrante dell'immaginario collettivo nazionale sa di stereotipo, è vero, ma bene o male rappresenta anche un'affermazione ampiamente verificabile. Maggi è oggi uno dei massimi conoscitori del settore in Italia e lo si capisce fin dall'inizio, in virtù della capacità dimostrata ad abundantiam di scandagliare con grande maestria e padronanza il mondo delle ferrovie, al quale, tra l'altro, contribuisce anche in veste di promotore di viaggi di sapore ambientalista su treni d'epoca nel Senese. Seguendo un filo cronologico, che rispetta in sostanza la periodizzazione comunemente accettata dagli specialisti di questo particolare filone di studi, Maggi ha il merito di riflettere, senza annoiare, la storia d'Italia in quella della sua, a lungo principale, infrastruttura. Già autore di numerose monografie sull'argomento, Maggi raggiunge una maturità indiscussa con questo lavoro, che si pone come punto di arrivo di un itinerario, che l'autore non considera soltanto scientifico ma anche umano. La piena partecipazione alla materia del resto, un coinvolgimento totale si potrebbe dire, emerge da ogni singola pagina e si definisce come una vera cifra stilistica dell'autore. Lettore insaziabile di scritti sui trasporti e conoscitore di ogni più recondito angolo della storia delle ferrovie, Maggi conclude giustamente la parabola del suo racconto nei nostri giorni, enfatizzando la rilevanza delle trasformazioni subite dal settore, che si stanno manifestando in prospettiva; ed offrendo altresì un ampio disegno onnicomprensivo della vicenda: dai tormentati rapporti fra pubblico e privato ? l'anno prossimo festeggeremo i cento anni della nazionalizzazione delle ferrovie ? alle questioni tecnologiche, dagli stretti legami con il versante politico fino alle lotte dei ferrovieri, nulla resta escluso da un libro denso e fondamentalmente ben bilanciato, nonostante le non lievi difficoltà di trovare un equilibrio in un tale mare magnum.


Andrea Giuntini