SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia di Brescia. Politica, economia, società 1861-1992

Paolo Corsini, Marcello Zane

Roma-Bari, Laterza, 568 pp., € 30,00 2014

Inserito nella collana dedicata a «Storia e Società» da Laterza, il volume propone una sintesi della storia contemporanea di Brescia dalla rivolta antiaustriaca del 1849 sino agli esperimenti amministrativi dei primi anni ’90, che furono preludio – per più d’un verso – all’esperienza politica nazionale dell’Ulivo. Non mancano neppure opportuni riferimenti alle vicende che hanno interessato l’esteso e complesso territorio provinciale. Giovandosi anche di una bibliografia ricca e costante nel tempo – costituita da opere generali, riviste e periodici, studi e ricerche – lo studio va a colmare una lacuna della storiografia bresciana dell’ultimo ventennio, che necessitava di uno strumento solido di inquadramento generale; d’altra parte, questa Storia di Brescia ha animato e continua ad alimentare dibattiti specifici in varie sedi, da cui si sviluppano approfondimenti divulgativi e accademici. Grazie a quest’opera, in effetti, va delineandosi con nettezza il tema storiografico dell’originalità del modello di sviluppo che ha caratterizzato la storia ottocentesca e novecentesca di questa «città bianca», che si inserisce nel contesto lombardo di affermazione prima industriale e poi, molto rapidamente, terziaria. Un modello di sviluppo perlopiù equilibrato – potrebbe anche dirsi opportunamente ammortizzato – nel quale l’economia è stata oggetto di particolare attenzione da parte della società; la politica, dunque, ha sempre dovuto misurarsi con i valori ereditati dalle stagioni storiche precedenti, applicandovi soprattutto elementi di solidarietà e di cooperazione sussidiaria, pur garantendo la necessaria dinamicità competitiva ai mercati teatro delle principali espressioni del capitalismo contemporaneo, dal tessile al siderurgico, dal meccanico all’energetico. Se il sistema produttivo bresciano garantisce ancor oggi il 2,5 per cento del valore aggiunto realizzato a livello nazionale – ponendosi immediatamente al seguito delle quattro grandi aree metropolitane della penisola (Milano, Roma, Torino, Napoli) – è perché è stato in grado di dimostrare, proprio in età contemporanea, un’efficace elasticità sociale e istituzionale nel progressivo passaggio da un’economia prevalentemente agricola a una incipiente industrializzazione, oggi superata dal tendenziale prevalere di un’economia della conoscenza alimentata dalla prospettiva di seconda globalizzazione dei mercati internazionali. Si dimostrano, poi, singolarmente efficaci le pagine dedicate a Brescia negli anni del fascismo, che conobbe importanti forme resistenziali organizzate intorno ad alcuni sacerdoti diocesani e religiosi, come pure la sezione riservata alla lunga stagione amministrativa democristiana, con i suoi tratti di autonomia rispetto al centro politico nazionale e le sue proposte etico-politiche tra le quali spicca quella del «municipalismo responsabile» del sindaco Cesare Trebeschi.


Mario Taccolini