SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La lunga marcia. 1934-1936 la nascita della Cina moderna

Sun Shuyun

Milano, Mondadori, 304 pp., Euro 19,00 (ed. or. London, 2006) 2007

Mito fondatore della Repubblica Popolare Cinese, la Lunga Marcia, compiuta dagli organi direttivi del PCC e dall'Esercito Rosso abbandonando il Soviet del Jiangxi nell'ottobre 1934 per arrivare un anno dopo nel Nord-Ovest, fu una ritirata disastrosa dal punto di vista militare, ma venne in seguito celebrata come un'epopea eroica e un punto di svolta determinante per l'affermazione del PCC e di Mao. In questo libro Sun Shuyun, documentarista laureata a Pechino e specializzatasi in storia a Oxford, ripercorre il suo viaggio lungo il tragitto della Marcia con l'ambizione di ricostruire la verità dei fatti al di là del racconto della propaganda ufficiale. Alle testimonianze delle poche decine di sopravvissuti, che rappresentano per l'a. la fonte principale, aggiunge le memorie, pubblicate o inedite, di dirigenti o militari, e documenti e informazioni dalla storiografia locale cinese. Il risultato è una prospettiva dal basso sull'esperienza della Lunga Marcia; al tempo stesso il libro è una presa di coscienza personale del carattere mitico e strumentale della narrazione ufficiale.Il lavoro è incentrato sugli episodi più noti della Marcia, fra cui la battaglia sul fiume Xiang, dove secondo le fonti ufficiali morirono cinquantamila soldati, la Conferenza di Zunyi, che riportò Mao ai vertici del PCC e l'eroica attraversata del fiume Dadu sul ponte sospeso di Luding, episodio celeberrimo riprodotto in tanti film di propaganda. Ogni tappa del viaggio è l'occasione per affrontare i lati oscuri della storia della Marcia: le purghe interne al PCC, le diserzioni, la coscrizione coatta, i sequestri di stranieri e di ricchi a scopo estorsivo, la violenza subita dalle donne, gli errori strategici o le scelte opportunistiche di Mao che portarono alla morte di decine di migliaia di soldati, le difficoltà delle relazioni interetniche.Dal punto di vista storiografico, l'apporto del libro di Sun è limitato. Da tempo, soprattutto al di fuori della Cina, l'analisi degli specialisti sulla storia del PCC prima del 1949 sta offrendo una comprensione più articolata di quegli anni mettendo in luce gli aspetti più ambigui e contraddittori delle relazioni fra PCC e popolazione a livello locale e ridimensionando il ruolo rivestito da Mao. Il lavoro di Sun è un esempio dell'attuale pubblicistica revisionista, spesso a carattere divulgativo, che ha come protagonisti intellettuali cinesi residenti in Occidente motivati dalla necessità di fare i conti con la storia recente del proprio paese. Nella prospettiva di Sun l'epica del resoconto ufficiale della Marcia, costruita sul silenzio a proposito delle reali cause dell'abbandono della base nel Jiangxi e sulla manipolazione propagandistica di molti eventi, diventa uno dei peccati originali alla base di molte tragedie della Cina socialista. Demolendone la veridicità, tuttavia, Sun non rinuncia a costruire una mitologia inversa, incentrata sull'eroismo non scevro da debolezze, paure ed egoismi, dei protagonisti più umili, traditi poi nella loro fede e nelle loro aspettative di giustizia dallo stesso partito che avevano servito.


Laura De Giorgi