SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Vaticano e l'Olocausto in Italia

Susan Zuccotti

traduzione di Vittoria Lo Faro, Milano, Bruno Mondadori, pp. 373, euro 24,79 2001

Il volume ha per oggetto il comportamento di Pio XI e soprattutto di Pio XII di fronte alla persecuzione antiebraica in Italia dal 1938 al 1945. Come è noto, la Santa Sede pubblicò tempo addietro una selezione di documenti vaticani del 1939-1945; ma il più delle carte è tuttora ? per usare la dizione ufficiale ? in corso di riordinamento. Gli studiosi che intendono affrontare quel tema si trovano quindi nell'impossibilità di ricollocare nel loro archivio originario i documenti pubblicati e possono solo analizzarli e discuterli, contestualizzandoli nella storia del rapporto chiesa cattolica-ebrei o Santa Sede-ebrei o nella storia dei singoli capitoli della Shoah via via chiamati in causa. Zuccotti ha scelto la seconda opzione. Il giudizio sul libro è nettamente positivo. L'autrice sviluppa una ventina di indagini particolareggiate, concernenti specifici aspetti italiani della vicenda persecutoria, dal 1938 al 1945. Per ciascuno di essi la studiosa presenta la documentazione esistente, intreccia quella di origine non vaticana, si chiede tecnicamente se ciò che la Santa Sede fece corrisponde a ciò che sarebbe stato possibile fare, discute le conc lusioni via via prospettate da storici veri o da papisti improvvisatisi storici. Vengono menzionate o descritte le attività di numerosi personaggi minori o intermedi della gerarchia cattolica, ma raramente esse vengono messe a fuoco a tutto tondo, il cuore del libro è costituito dal centro del cattolicesimo: Roma, la Santa Sede, i papi. La conclusione è che questi ultimi operarono in modo non adeguato al loro ruolo e alle loro possibilità, commisero delle ?omissioni? (p. 367): mancò una specifica netta pubblica protesta per la persecuzione antisemita (che era cosa diversa, rimarca Zuccotti, sia dal razzismo, sia dalla persecuzione del sottogruppo dei ?cattolici di razza ebraica?) e mancò una specifica esplicita direttiva centrale per l'azione di salvataggio degli ebrei. E queste mancanze di ieri si riverberano sull'oggi, poiché ?La Chiesa non ha ancora completato il processo di onesto confronto con la propria storia durante l'Olocausto? (p. 367). Il volume si caratterizza per il frequente utilizzo della comparazione (notevole quella tra il patriarca di Venezia e il vescovo di Trieste) e per l'elevato numero di punti interrogativi, come quello posto in chiusura del riepilogo dei ringraziamenti ebraici al Vaticano: ?Uomini e donne della Chiesa in Italia meritavano certamente riconoscenza e ringraziamenti, ma il papa aveva avuto ben poco a che fare con le loro attività. Perché, allora, tanti osservatori si sono ingannati?? (p. 341). Molte le annotazioni specifiche interessanti. Ad iniziare da quella di pagina 1, nota 3, sul fatto che, traducendo il vocabolo italiano ?stirpe? col termine francese o inglese corrispondente all'italiano ?razza?, alcuni studiosi (?) hanno diffuso la falsa informazione che Pio XII utilizzò tale vocabolo nei suoi discorsi pubblici dell'epoca della Shoah.


Michele Sarfatti