SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Altri femminismi. Corpi culture lavoro

Teresa Bertilotti, Cristina Galasso, Alessandra Gissi, Francesca Lagorio (a cura di)

Roma, manifestolibri, 159 pp., euro 15,00 2006

La raccolta di saggi riunisce gli interventi presentati al convegno della Società italiana delle Storiche Nuovi femminismi, nuove ricerche svoltosi nell'aprile del 2005. Un volume importante che propone una prima ricognizione delle sfide poste al paradigma storico e politico del «femminismo storico» dall'incontro con nuove soggettività e movimenti politici. Una delle questioni centrali affrontate dal volume riguarda la frontiera mobile tra genere, sessualità e politica, con cui si misurano Liana Borghi e Porpora Marcasciano. La prima affronta l'«accidentato rapporto tra femministe e lesbiche» a partire dall'orizzonte segnato per un verso dall'emergere del «terzo femminismo» e dall'altro dal lesbo-queer. La seconda considera alcuni dei passaggi cruciali del movimento transessuale nei rapporti sia con il femminismo sia con il movimento gay e lesbico. Il tema dei soggetti e delle soggettività politiche è ripreso dai saggi che si confrontano con le pratiche femministe postcoloniali. Il controverso dibattito sul rapporto tra femminismo e Islam è al centro dell'intervento di Ruba Salih che evidenzia forme di presa di parola, in Medio Oriente così come nella diaspora, che sfidano le pretese universalistiche del femminismo occidentale. La dimensione transnazionale delle reti di attiviste è ripresa inoltre da Elena Laurenzi che propone una lettura critica e problematica della tensione tra diritti individuali e diritti culturali che sottende la questione delle mutilazioni genitali femminili.Una terza pista di indagine si sviluppa attorno al collegamento tra postfordismo, processi migratori e femminilizzazione del lavoro. Adriana Nannicini e Francesca Decimo tematizzano sia le rotture delle pratiche femministe più recenti e legate al lavoro precario sia nuovi approcci interpretativi che scardinano l'assunzione della centralità del lavoro nell'analisi delle migrazioni femminili. Riprendendo un'intuizione già presente nelle analisi sul lavoro domestico dei primi anni Settanta, Beatrice Busi indaga il nesso tra lavoro sessuale e lavoro di riproduzione. Una prospettiva che libera l'esperienza e le forme di mobilitazione politica delle sex workers dalla falsa dicotomia autoderminazione/vittimizzazione, per leggervi al contrario il paradigma stesso di un «patriarcato diffuso» che nell'epoca postfordista spostandosi dal privato al pubblico mette al lavoro il corpo, la sessualità e l'affettività di tutte.Il volume disegna un quadro complesso e articolato che le curatrici riprendono nell'introduzione evidenziando intersezioni e rimandi tra chiavi di lettura e approcci differenti. Nel loro insieme questi contributi sollecitano una riflessione sulle implicazioni del dibattito teorico sulle soggettività femministe nella ridefinizione stessa del campo di indagine della storia dei movimenti politici delle donne. Uno sforzo che implica non solo nuove direzioni di ricerca, ma anche una critica delle gerarchie e dei rapporti di potere inscritti nelle categorie interpretative che hanno reso invisibili «altri femminismi» nel passato come nel presente.


Liliana Ellena