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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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«Fare l’ euro pa o morire!». euro pa unita e «nuova Germania» nel dibattito dei cristiano-democratici euro pei (1945-1954),

Tiziana Di Maio

Roma, euro ma, 339 pp., euro 20,00 2008

La storiografia sulla Repubblica federale tedesca è attraversata da un quesito al quale è difficile sottrarsi: come è stato possibile che i tedeschi sconfitti, costretti alla resa senza condizioni, occupati e divisi, siano riusciti in un tempo relativamente breve a recuperare la loro sovranità, a essere ammessi con parità di diritti nelle principali istituzioni multilaterali dell’Occidente e - nonostante i traumi e le mai sopite diffidenze dei loro interlocutori internazionali - a superare la pesante eredità del nazismo? È questo anche il Leitmotiv che unisce i dodici saggi (parte dei quali inediti) raccolti in questo testo. L’a. non si propone, ovviamente, di esaurire un problema storiografico di tal natura, che richiederebbe risposte (o tentativi di risposte) a più livelli, bensì di valorizzare un particolare punto di osservazione che a oggi risulta ancora poco studiato soprattutto per le difficoltà di reperimento delle fonti, prevalentemente conservate in archivi privati. Si tratta delle relazioni di collaborazione transnazionale nell’immediato dopoguerra tra i partiti d’ispirazione cristiana all’interno di alcuni organismi di coordinamento, come il Circolo di Ginevra e le Nouvelles équipes internationales. Creati per promuovere il riavvicinamento franco-tedesco e l’integrazione euro pea a partire da una comune base ideologica e dottrinaria in chiave di contrapposizione al materialismo ateistico sovietico, questi consessi, sostiene l’a., più che all’elaborazione programmatica della costruzione euro pea contribuirono significativamente a diffondere un clima politico-culturale favorevole al superamento dei dissidi e delle barriere, eretti tra i popoli euro pei dalla guerra. La loro mancata strutturazione in sistemi di cooperazione politica organica non pregiudicò, anzi forse agevolò l’interlocuzione tra personalità politiche che, pur movendo da esigenze comuni e valori politici condivisi, erano spesso condizionate dagli interessi particolari di cui erano portatrici. A trarre i maggiori benefici dalla partecipazione a questi incontri informali furono soprattutto i tedeschi, i quali vi individuarono un terreno ideale per esprimersi in merito alla questione tedesca, ma anche un’occasione per offrire un’immagine di affidabilità che potesse dare agli alleati le necessarie garanzie per intraprendere la politica d’integrazione della Germania nell’Occidente. Anche l’Italia di De Gasperi, tra i primi a investire nella «nuova Germania», accordò grande importanza a queste «forme embrionali di coordinamento tra le democrazie cristiane euro pee» (p. 187), inviandovi esponenti del calibro di Paolo Emilio Taviani, ma anche personalità fino ad oggi largamente trascurate dalla storiografia come Lina Morlino. La sua opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica italiana a favore del reinserimento della Germania nel consesso euro peo, così come quella del ben più noto, ma tuttora poco studiato, Guido Gonella, che qui vengono ricostruite soprattutto sulla base delle carte tedesche, offrono nuovi stimoli alla riflessione su una delle tappe più significative della storia delle relazioni italo-tedesche.


Gabriele D’Ottavio