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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La guerra civile americana vista dall'Europa. Con antologia di testi

Tiziano Bonazzi, Carlo Galli (a cura di)

Bologna, il Mulino, pp. 505, euro 38,00 2004

Questo volume, frutto di un gruppo di ricerca sul conflitto diretto da Carlo Galli, si inserisce in una lunga e nobile tradizione storiografica ? la nazione giudicata dall'esterno ? e lo fa nel migliore dei modi. I sei saggi dedicati ad altrettante realtà nazionali (Tagliaferri sull'Inghilterra, Laudani sulla Francia, Lanzillo sull'Italia, Zanatta sulla Spagna, Mezzadra sulla Germania e Valle sulla Russia) ricostruiscono infatti con grande cura il complesso e articolato atteggiamento delle opinioni pubbliche europee di fronte alla guerra civile; ciascun intervento è poi arricchito da un'antologia di testi che nel complesso costituisce quasi la metà del volume. Da Garibaldi a Cernysevski, da Hugo a Mill, da Mazzini a Treitschke: nel volume sono riportate le voci più incisive e caratterizzanti dell'Europa di metà secolo, che si confrontano con la realtà americana, guardando però soprattutto alle rispettive realtà nazionali. Infatti, come scrive Bonazzi nella postfazione, l'Europa dell'Ottocento guardava agli Stati Uniti o ?come a una Pizia da interrogare per comprendere il futuro sociale dell'Europa o come un Arlecchino alle buffonate dei cui zotici abitanti ridere di cuore? (p. 465). E la guerra civile rese ancor più interessato e nello stesso tempo preoccupato lo sguardo europeo, in quanto lo scontro appariva ?un test di molte questioni politiche e sociali irrisolte o emergenti nei vari paesi? (p. 468). Certo, l'attenzione per ciò che accadeva negli Stati Uniti variava a seconda dell'interesse politico-diplomatico (l'Inghilterra e la Francia di Napoleone III erano sicuramente le più sensibili all'esito del conflitto). Ma in ogni caso gran parte degli intellettuali e uomini politici europei che commentano gli eventi americani li riconducono all'interno delle grandi questioni politico-istituzionali che attraversano la prima metà dell'Ottocento (nazione, libertà, democrazia, federalismo), vedono in azione modelli da seguire (ad esempio, l'esercito di massa) o da evitare (il federalismo), e tendono a tradurre lo scontro tra Nord e Sud in chiave interna, dividendosi quindi sull'interpretazione delle sue cause e obiettivi. Questa risemantizzazione della guerra civile determina un'estrema varietà di interpretazioni, che spacca anche i tradizionali campi politici: mentre radicali e democratici inglesi e francesi appoggiano il Nord in quanto combatte per la fine del privilegio e per l'eguaglianza, Mazzini ? pur sostenendo la causa antischiavista ? riconosce al Sud il diritto alla secessione in nome del diritto all'autodeterminazione dei popoli. Così, paradossalmente (sottolinea Galli nell'introduzione), attraverso l'analisi di un tipo di conflitto ? la guerra civile ? che l'Europa dell'Ottocento riteneva ormai un residuo del passato e/o una minaccia da allontanare, l'America diveniva più vicina e familiare. Una familiarità che trova conferma nella brillante postfazione di Bonazzi, dedicata alla formazione e alla trasformazione dell'idea di nazione negli Stati Uniti, e nella quale si mostra come le vicende americane ottocentesche siano attraversate dalla difficile soluzione di quell'intreccio ? così intrinsecamente europeo ? tra nazione, Stato e liberalismo.


Enrico Francia