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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Toby, dalla pace alla guerra. 1913-1918. Storia esemplare di un (qualunque) soldato d’Europa

Thierry Vissol

prefazione di Paolo Rumiz, Roma, Donzelli, 443 pp., € 38,00 (traduzione di David Scaffei)

La memoria della prima guerra mondiale – tante volte valorizzata e posta al centro nelle recenti commemorazioni – viene evocata in questo volume, fin dalle prime righe della prefazione, innanzi tutto nella sua valenza di «deterrente», per evitare che quanto è accaduto si possa ripetere, «anche sotto mentite spoglie» (p. VII). Ma, insieme, costituisce per l’a. un più ampio osservatorio sull’Europa contemporanea. Il fortuito ritrovamento da parte di Thierry Vissol di una «cassetta di legno» contenente le lettere che suo nonno, Toby, aveva scambiato con il padre, amici e parenti fin dal 1913 e poi per tutta la durata del conflitto, diviene, infatti, per lo studioso francese, uno straordinario punto di partenza per un lungo itinerario di «lavoro e ricerca» durato ben 25 anni, di cui qui ci restituisce il percorso. Non solo il racconto di una vicenda individuale, dunque, ma «una inchiesta» per ricostruire i sentimenti dei giovani europei di allora, alle radici dell’Europa di oggi. In tal senso di particolare interesse sono le lettere precedenti la guerra, spedite dalla Germania dove Toby, francese, è andato a lavorare, da cui emerge nitidamente l’immagine di una società che sappiamo viva, interconnessa, ricca di attese e di entusiasmo per quella «modernità» che di lì a poco si sarebbe fatta invece distruzione; un mondo, sottolinea Vissol, per cui «l’Europa non era un concetto estraneo» e «una guerra europea non poteva che essere una catastrofe» (p. 11). Il volume è costruito su due parti. Nella prima, in un’ampia carrellata si ripercorrono economia, politica, cultura e civiltà dell’Europa di inizio ’900 e si entra poi negli anni di guerra e nei molteplici aspetti, materiali e psicologici, della vita dei combattenti, grazie a un ventaglio di fonti e testimonianze coeve tra cui occhieggia, con continuità, il punto di vista di Toby. Tematiche pregnanti e cariche di dolore, a più riprese indagate dalla storiografia degli ultimi decenni, che hanno qui il pregio di comporsi in un affresco corale (come evidenziato già nel sottotitolo) dei diversi fronti di guerra. Nella seconda parte è riportato il carteggio nella sua interezza, più il testo di due taccuini pure conservati nella «cassetta», con note esplicative e di contesto a corredo. Una documentazione di immediato impatto, al cui interno si evidenzia l’importanza, per i soldati, del mantenimento di una rete affettiva precedente insieme alle molte valenze assunte dalla distanza tra il fronte e la «casa»: distanza così breve da consentire il via vai della corrispondenza e dei tanto agognati «pacchi», ma al tempo stesso incommensurabile. Uno scarto intessuto di «indicibilità», dove l’invio di una fotografia può fare da ponte, più che le parole. E inserti iconografici di qualità completano il volume – insieme a tabelle statistiche e una bibliografia finale – raccontandoci ancora di una società tragicamente accomunata dal «grande massacro» ma, prima, da una «speranza di pace e di prosperità» (p. 9) che Vissol, da tempo impegnato nelle istituzioni europee, tiene a far arrivare fino al nostro presente.


Lidia Piccioni