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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Tra Eresia e Santità. I Quaderni tematici e politici del Partito d’Azione



2 voli., prefazione di Adolfo Battaglia, Brindisi, Il Settimo Libro, 484 pp., € 36,00 2014

Proporre per la prima volta in un’unica opera i venti quaderni del Pd’A pubblicati tra il ’44 e il ’46 (alcuni erano però comparsi nel ’43 sotto altra forma) costituisce una lodevole iniziativa, utile in primis agli studiosi come strumento di lavoro. Scrive Battaglia, nella (troppo) breve prefazione, che dal loro contenuto si evince la distanza tra le varie anime del Pd’A, più o meno vicine al socialismo (diversamente declinato, se si paragona il liberalsocialismo di Calogero alle istanze di Lussu), alla liberaldemocrazia (Bauer, La Mal¬fa, Parri, di cui è riprodotto un discorso sul movimento partigiano pronunciato a Roma al fianco dell’amico Valiani) o ancorate al giellismo delle origini (Garosci). La divisione dei quaderni in tematici e politici fa emergere che, oltre alle diverse sensibilità politiche (che si tradussero in un limite esiziale per il partito, impossibilitato a conservare uno spazio politico autonomo dopo le elezioni per la Costituente), nel Pd’A esistevano competenze specifiche su temi che in un secondo tempo sarebbero divenuti centrali nel dibattito politico-culturale. È il caso della questione femminile (Maria Co- mandini) o del decentramento amministrativo (Giovanni Balbi e Jemolo, che non fu un militante attivo del Pd’A). Utile pubblicare in appendice al quaderno 15, che riporta una conferenza di La Malfa del settembre ’44 sul «problema della democrazia», tre articoli che la commentarono (di Pannunzio, «l’Avanti!» e Gonella) e una replica di La Malfa su «L’Italia Libera», a conferma della ricchezza del dibattito anche in rapporto alla rilettura della storia italiana, centrale per riflettere sulla questione meridionale (Dorso) e sulle radici della crisi dell’Italia liberale, connessa con i limiti del Risorgimento (Rossi Doria). Altri temi specifici sono discussi da Omodeo (la crisi delle forze armate, anche attraverso quesiti posti al conte Jacini, ministro della guerra), da Franco Momigliano (le commis¬sioni di fabbrica) e Vperiod!, pseudonimo mutuato da un giornale russo (sui comitati di fabbrica e i comitati misti di produzione in Inghilterra, con un’appendice di Donald M. Nelson sui comitati di fabbrica negli USA). L’apparato scientifico che accompagna i quaderni è un po’ debole, con qualche si¬gnificativa imprecisione: nel n. 10, Punti programmatici fondamentali del Partito d’Azione, in nota si allude al Congresso di Cosenza del ’44 che «portò all’uscita dal Pd’A di Parri, La Malfa e Rossi Doria (ma non di Reale)», anticipando di un anno e mezzo la scissione del febbraio ’46 della destra, di cui però non faceva parte Rossi Doria (II, p. 9). Nel n. 14 si riparla del Congresso di Cosenza, dove «si consumò la scissione in seguito alla quale Dorso si dimise dal partito» (II, p. 107), anche se Dorso in quelle circostanza non lasciò il Pd’A, dal quale si dimise nel dicembre ’45 dopo la chiusura de «L’Azione», di cui era direttore. I numeri 3 (di Federico Comandini) e 2 (di Fancello) sono i più corposi e arti¬colati, si distinguono perché orientati alla definizione del programma del Pd’A, dei suoi metodi e dei suoi fini.