SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Gli archivi e l'archivistica nell'Italia fascista. Storia, teoria e legislazione

Ugo Falcone

Udine, Forum, 278 pp., euro 24,00 2006

È un libro di indubbia utilità per ripercorrere la vicenda degli archivi italiani durante il regime fascista. L'autore passa in minuziosa rassegna la bibliografia, le riviste specializzate, le inchieste, le relazioni ministeriali e di commissioni varie, la pubblicistica, la legislazione. Il regime fascista viene considerato un momento culminante della storia degli archivi italiani, sia dal punto di vista dottrinario che da quello legislativo. Non sono presi in esame i risultati del lavoro d'archivio. Sotto il profilo dottrinario il periodo fascista non mostra peraltro una grande originalità ma piuttosto il venire a compimento e a migliore sistemazione di principi e concetti che risalivano all'Italia liberale. Ad esempio, in una prolusione di Giovanni Vittani, soprintendente all'Archivio di Stato di Milano, La concezione fascista e gli archivi, non emergono novità di rilievo di ispirazione fascista, se non l'invito a introdurre anche in quelli una maggiore dose di autoritarismo. L'autore dà il giusto rilievo alle figure di Eugenio Casanova e di Giorgio Cencetti; e traccia profili biografici anche di altri protagonisti, raggruppandoli nelle tre scuole romana, toscana, milanese. È invece nella legislazione che il fascismo ha lasciato una traccia profonda. La legge del 22 dicembre 1938, n. 2006, è la prima organica sistemazione dell'intera materia archivistica. Benché gli archivi dipendessero allora dal Ministero dell'Interno, la legge è coeva a quella sulle cose d'arte. L'accostamento può essere considerato un'indicazione, forse preterintenzionale, dell'unità dei beni culturali, che verrà poi realizzata su iniziativa del ministro Spadolini con la creazione, appunto, del Ministero dei Beni culturali. L'autore si sofferma a illustrare pregi, difetti ed eredità della legge. In appendice è pubblicata la circolare del Ministero dell'Interno, 10 marzo 1940, sul «Divieto ai cittadini di razza ebraica di frequentare le sale di studio». È altresì pubblicata una interessante, disinvolta e poco nota inchiesta sugli archivi, apparsa in una serie di articoli a firma di Mario Ferrigni sul «Corriere della Sera» dal 26 febbraio al 3 marzo 1927. Il sottotitolo Splendore e decadenza degli Archivi d'Italia può applicarsi, con il dovuto sconforto, alla situazione che si è venuta negli ultimi anni creando negli archivi italiani.


Claudio Pavone