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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Biblioteche nobiliari e circolazione del libro tra Settecento e Ottocento Atti del Convegno nazionale di studio

Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation

Perugia, Palazzo Sorbello, 29-30 giugno 2001, a cura di Gianfranco Tortorelli, B 2002

I dodici interventi, preceduti da una Premessa del curatore, che costituiscono gli Atti del Convegno in esame si dispongono lungo tre principali linee di ricerca: l'analisi della circolazione libraria e dei comportamenti di lettura in Italia tra Sette e Ottocento (con un breve excursus di Alessandra Panzanelli Fratoni sulla situazione perugina del Cinque e Seicento); la costituzione di raccolte private talvolta poi divenute d'uso pubblico; la realtà specifica delle biblioteche appartenenti al ceto nobiliare. Al termine, il saggio di Luigi Crocetti pone problemi di notevole rilievo circa il trattamento descrittivo di raccolte documentarie provenienti da attività costitutive di privati. Nel primo degli insiemi individuati merita di essere segnalato l'intervento di Lodovica Braida su Circolazione del libro e pratiche di lettura nell'Italia del Settecento, dove viene fatto un interessante riferimento, a proposito di censura, alla situazione di erosione dei meccanismi di controllo derivante in Italia dalla pluralità di legislazioni ivi vigenti. In questo stesso filone, Adriana Chemello sottolinea nel proprio contributo il ruolo del pubblico femminile nei comportamenti di lettura dell'Ottocento, mentre Fabio Tarzia propone una rappresentazione della lettura nobiliare a Roma nella seconda metà del Settecento basandosi soprattutto sul caso, che appare in realtà assai poco significativo, della marchesa Margherita Gentili e della sua tutt'altro che vasta e originale raccolta libraria. Al tema della formazione delle raccolte e delle biblioteche, private o d'uso pubblico, si riferiscono i contributi, tutti di buon livello, di Flavia Cristiano sull'antiquariato librario, di Laura Desideri sulla biblioteca circolante del Gabinetto Vieusseux, di Lucia Tonini Steidl sulla biblioteca fiorentina dell'erudito russo Dmitrij Petrovic Buturlin. Ma allo stesso gruppo va ascritto anche l'interessante intervento di Elisabetta Benucci sulla biblioteca Leopardi, dove la ricostruzione di una cultura famigliare e, in particolare, dell'apporto di Paolina prima e dopo la morte di Monaldo, prescindono in larga misura dall'appartenenza aristocratica dei Leopardi. La parte più debole del Convegno è proprio quella che gli dà principalmente il titolo, vale a dire quella relativa alle biblioteche nobiliari. Se il contributo di Rita Chiacchella sulle vicende delle biblioteche Ansidei e Manzoni contiene spunti interessanti, se non altro per il rilievo in campo bibliografico di una figura come quella di Giacomo Manzoni, i due interventi di Francesco Guarino sull'archivio Bourbon di Sorbello e di Laura Zazzerini sulle vicende della biblioteca della Fondazione non sembrano andare oltre la ricostruzione di intricate vicende di famiglia e la pura enumerazione dei successivi apporti alla costituzione di una raccolta libraria, cosicché la stessa nozione di "biblioteca nobiliare" appare alla lettura degli Atti di questo Convegno ancora del tutto indeterminata sul terreno storiografico.


Paolo Traniello