SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Un singolare senatore a vita. Umberto Zanotti-Bianco (1952-1963)

Sergio Zoppi

Soveria Mannelli, Rubbettino, 194 pp., € 14,00 2013

Zoppi, già autore della biografia Umberto Zanotti-Bianco. Patriota, educatore, meridionalista: il suo progetto, il nostro tempo (Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009), con questo contributo ne approfondisce l’attività svolta negli anni in cui fu senatore a vita, dalla nomina nel settembre 1952, per opera di Einaudi a riconoscimento dei meriti acquisiti in campo sociale e scientifico, alla scomparsa nell’agosto 1963. In questo periodo, oltre agli incarichi parlamentari, che lo impegnarono stabilmente nella VI Commissione permanente «Istruzione Pubblica e Belle Arti» e nella Giunta consultiva per il Mezzogiorno, Zanotti-Bianco fu presidente dell’Animi (Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia), carica ricoperta dal 1951, e di «Italia Nostra», associazione fondata nel 1955 per la tutela del patrimonio naturale e artistico. La ricerca è stata condotta principalmente sulle fonti parlamentari, consultando i resoconti stenografici dei lavori del Senato, quelli dell’assemblea e degli organismi ai quali partecipò Zanotti-Bianco. Oggetto di studio sono stati anche i verbali dei consigli direttivi di «Italia Nostra» e la documentazione dell’Animi. La ricostruzione storica è articolata in trentasei brevi capitoli che tematizzano il procedere cronologico dei fatti e si caratterizza per il numero e l’ampiezza di citazioni testuali che evocano gli interventi parlamentari del senatore. Emancipazione sociale, sviluppo culturale, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale rappresentarono i principali ambiti in cui si dispiegò l’azione di Zanotti-Bianco, rivolta soprattutto ai territori meridionali, con particolare attenzione nei confronti di quelli calabresi. Fra le numerose iniziative, quelle per l’implementazione degli asili e dell’edilizia scolastica, in una concezione della lotta all’analfabetismo come «investimento» e «dovere morale» per lo Stato, e quelle per la sistemazione idrogeologica dei terreni e per la difesa del paesaggio, speculari alle denunce per lo sviluppo disordinato dell’edilizia urbana che accompagnava i processi di industrializzazione. La sensibilità storica e di archeologo, che motivava un progetto di rinascita culturale, si esplicò nel sostegno all’attività di importanti istituti di ricerca nazionali, all’istituzione dell’università pubblica in Calabria e all’istituzione della prima cattedra di numismatica in Italia. Zanotti-Bianco si fece portavoce in Parlamento degli obiettivi perseguiti, combinando capitali privati e finanziamenti pubblici, attraverso l’Animi e «Italia Nostra», che durante la sua presidenza si consolidarono e accrebbero le iniziative. Nel complesso, il volume, con un impianto che ne rivela le finalità divulgative, ha il pregio di riproporre all’attenzione, approfondendola, la figura esemplare di Zanotti-Bianco. Intellettuale piemontese con una cultura liberale, egli si distinse per le iniziative rivolte allo sviluppo del Mezzogiorno e al riscatto delle popolazioni meridionali povere, attività che gli valsero la definizione di «apostolo laico»


Valerio Vetta